tangerineshade
"Are You a mod or a rocker? I'm a rod!"

The Tears

The Tears - Refugees

Arrivano contemporaneamente tre album che, per motivi diversi, ho aspettato con grande curiosità ed una certa dose di speranzosa aspettativa: The Tears, Oasis e Turin Brakes. L’imbarazzo nella scelta è una piacevole inquietudine, è difficile concentrarsi su uno per crearsi un giudizio consistente, che non risenta dell’istintività del primo ascolto. Oltretutto ci sarebbero anche i lavori di gruppi/entità come Architecture In Helsinki e The Russian Futurists che meriterebbero qualche riga. Ma la scelta cade su Here Come The Tears dei The Tears, disco con cui mi sembra di aver raggiunto un soddisfacente livello di confidenza.
Scrivi The Tears e devi stare attento a non digitare Suede, perché di fatto è di una reincarnazione degli Suede che si parla. E non degli Suede ultima maniera, quella un po’ insipida e con la voce di Brett Anderson sottotono, ma degli Suede degli esordi, quelli in cui Bernard Butler costituiva con Anderson una delle coppie più talentuose del panorama musicale britannico, prima di dividersi in concomitanza con la pubblicazione del secondo album Dog Man Star nel ’94. Gli Suede guidati da Anderson hanno proseguito la loro attività sino al 2003, regalandoci episodi di assoluto rilievo, pezzi come Everything Will Flow che possono essere tranquillamente inclusi nelle già citate 31 canzoni Hornbiane.
Ma quella parentesi che sembrava esaurita con lo scioglimento del 2003 torna oggi a riaprirsi sotto un altro nome (ispirato da un poema lacrimoso di Philip Larkin: Femmes Damnées che termina con "the only sound heard is the sound of tears") ma con la stessa consistenza dei primi due album, quelli considerati più belli dai puristi degli Suede. La voce di Anderson, sollecitato dal confronto artistico con il ritrovato compagno, torna ad essere quella più decisa degli anni ’90, e le tracce ritrovano la chitarra affilata di Butler, aggiungendo una terza dimensione alle caratteristiche ballate scamosciate. Accantonato il sospetto di un operazione commerciale di dubbio gusto, ci si può abbandonare alla consistenza del disco dei londinesi, che si snoda lungo un percorso composto da tredici tracce, introdotte dal primo singolo Refugees (link al video), adeguatamente rappresentativo del rinnovato corso, al quale si aggiungono Autograph, Imperfection e Beautiful Pain – ma non solo – nel fornire la testimonianza che dieci anni dopo il percorso è ripreso esattamente dove era stato interrotto. In Fallen Idol è possibile distinguere una estemporanea citazione di Morricone eseguita da Anderson. Lovers sarà invece il secondo singolo.

Valutazione 4.2 su 5.0

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22 Risposte to “The Tears”

  1. sono molto curioso di ascoltarli (sempre che san slsk mi faccia la grazia…)
    i russian futurist forse sono un po’ troppo “corettosi”, ma “paul simon” è una gran bella traccia…
    ;]
    p.s.o.t.: a proposito di slsk, l’ultima release ha risolto parte dei problemi, ma nel frattempo un bel po’ degli utenti sono fuggiti x esasperazione; cerco un degno sostituto, ma che non mi faccia arrivare la polpost dritta in ufficio. qualche consiglio?

  2. Verissimo Shirk, Paul Simon e soprattutto Still Life. Confermo che l’ultima versione di SlSk è stabile, mi ci dedico nuovamente con entusiasmo. Ti mando la mia username su gmail (occhio che è case sensitive), se poi mi mandi la tua ti aggiungo in list con conseguente canale preferenziale.

  3. grazie socio!
    ah, vedo nella colonna dx che hai in lista “we will become silhouettes”, l’hai sentita la “cover” fatta dagli shins?

  4. Figurati! No, no l’ho sentita, ma vista l’accoppiata mi precipito! ;]

  5. uh, non sai quanto tempo è che aspetto due dei tre dischi da te citati… finalmente ci siamo.
    ps. io ho l’ultima versione di slsk ma sono esasperato lo stesso. boh, sarà sfortuna.

  6. Immagino che siano gli altri due Antò. JackInABox mi pare clamoroso (ma io sono un patito dei Turin Brakes e quindi non attendibile), Don’t Believe The Truth non ho ancora capito, e già questo è indicativo. SlSk adesso funziona, il problema è la ricerca che è sfasata, ma se sei ti connetti agli user in lista ed accedi al browsing poi il transfer è abbastanza efficiente.

  7. nell’altro post si parlava di colonne sonore… secondo me a te piace questa

  8. immagini male 🙂 ho smesso di interessarmi ai signori gallagher esattamente dieci anni fa.

  9. Infatti, Emmepi, era proprio di Garden State che si parlava. Ho lì da un po’ il DivX in lingua originale, ma mi trattengo per vederlo in sala con i Sacri Crismi, il Boss dice che il 27 maggio dovrebbe uscire anche da noi.

    Antò, meglio allora, HCTT sono certo non ti deluderà! 🙂

  10. sedicinove: hanno inserito una utility che controlla la configurazione di eventuali router e porte chiuse, forse così riesci a risolvere…

  11. anch’io stavo aspettando l’uscita dei tears, qui ovviamente c’era aspettativa
    baci Hint
    ora sto ascoltando i Suede

  12. I fratelli Gallagher hanno sempre il loro perchè, anche se trovo, a primo ascolto, che non siano risuciti a rinnovarsi poi molto..anche se non è detto che sia un male!

  13. ok, ok, “chi dorme non piglia pesci”… ma anche “meglio tardi che mai”… comunque “la curiosità è femmina” e infatti è bastato un Hint…
    comunque nice to re-meet you:)

  14. Ho ascoltato qualcosa dei Gallagher e, come Monte, non sono ancora riuscito a capire che tipo di disco abbiano concepito. Al di là dei plagi evidenti (Velvet Underground su tutti a sorpresa) e della pochezza dei testi, mi è sembrata davvero un’opera poco grintosa. Il che per gli Oasis è un po’ come morire. I Tears li ho in lista, aspetto. Idem per i TB.

  15. Per quello che mi(ci) hanno dato in passato non li rinnegherò mai Begbie. In effetti mi prendo del tempo per cercare di capirci qualcosa di più.

    Vou il piacere è mio. In PVT un lungo msg per cercare di spiegarti. :]

    Ciddu, mi piacerebbe avere più tempo per gli ascolti, perchè mi risulta difficile rinunciare a TB e The Tears. Ed anche questo è indicativo.

  16. ignoranza assoluta, quanto la curiosità suscitata

  17. nel senso che non so niente di questo disco a parte quello che ho letto qua dentro e che mi ha incuriosito… come “parlo” male oggi 🙂

  18. No dai, era solo estrema sintesi 🙂
    Non ho capito quanto questo genere di sonorità siano compatibili con i tuoi gusti. Penso che i Turin Brakes lo siano di più…

  19. ci sono ci sono. anche se me ne sto qui seduta in disparte.

  20. giusto perche’ ne scrivevo oggi, ma non che sia vitale! Ho rivisto Davide degli Apartment a casa di un amico. Mi fa sempre ridere quando capitano queste cose, corsi e ricorsi storici, tipo la storia dei Kasabian. Penso che cerchero’ di andarli a sentire

  21. Li sto seguendo da quando me ne avevi parlato. Sono davvero interessanti. Peccato il concerto a ridosso della partenza per Milano…

  22. ehi magari c’e’ qualche concerto figo a milano! fammi sapere tu che sei nel giro giusto


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