tangerineshade
"Are You a mod or a rocker? I'm a rod!"

Nov
05

The Great Salt Lake

Island On The Coast

NW Apt.

Laredo

Electric Music

On My Way Back Home

A Little Biblical

Powderfinger (Neil Young cover)

Long Vows

Infinite Arms

Is There A Ghost

Weed Party

Assolo Tyler Ramsey

Everything’s Is Gonna Be Undone

Knock Knock

Ain’t No Good To Cry (Hour Glass cover)

No One’s Gonna Love You

The General Specific

Ode to LRC

The Funeral

———

Blue Beard

Cigarettes And Wedding Bands

Am I a Good Man? (Them Two cover)

Feb
29

Gruppo indiepop superlativo; difficile definirlo inglese anche se la base del gruppo è proprio basato a Londra, anche perchè il leader – Simon Balthazar – è Svedese.

Già apprezzati all’esordio, nel 2009, in Reservoir, contenente piacevoli pezzi come I’m a Pilot, la conferma del talento arriva con il secondo album pubblicato proprio ieri: Rooms Filled With Light.

Titolo quanto mai appropriato, che ben rappresenta l’ondata di luce apportata dalle calde sonorità dei pezzi, ben curati ed orchestrati con l’abbondanza di strumenti che rappresenta il marchio di fabbrica dei Fanfarlo.

Feb
02

Seppure con un po’ di ritardo sulla tabella di marcia, e con lo scopo di inaugurare la presenza su WordPress, elenco il calendario degli ascolti più significativi del 2011:

 Gennaio: The Dears – Degeneration Street

 Febbraio: The Boxer Rebellion – The Cold Still

 Marzo: Elbow – Build a Rocket Boys!

 Aprile: The Antlers – Burst Apart

 Maggio: My Morning Jacket – Circuital

 Giugno: Gomez – Whatever’s on Your Mind

 Luglio: Wilco – The Whole Love

 Agosto: The Horrors – Skying

 Settembre: Kasabian – Velociraptor!

 Ottobre: Real Estate – Days

 Novembre: We Are Augustines – Rise Ye Sunken Ships

 Dicembre: Girls – Father, Son, Holy Ghost

 

Dic
24
Gennaio: Eels - End Times Febbraio: Broken Bells - Broken Bells
Marzo: Doves - The Places Between Aprile: Band Of Horses- Infinite Arms
Maggio: The National - High Violet Giugno: Vampire Weekend - Contra
Luglio: Interpol - Interpol Agosto: Arcade Fire - The Suburbs
Settembre: The Walkmen - Lisbon Ottobre: Badly Drawn Boy - It's What I'm Thinking
Novembre: Kings Of Leon - Comes Around Sundown Dicembre: Kula Shaker - Pilgrims Progess
Dic
13
Gennaio: Franz Ferdinand - Tonight: Franz Ferdinand Febbraio: ...And You Will Know Us By The Trail Of Dead - The Century Of Self
Marzo: Doves - Kindgom Of Rust Aprile: Gomez - A New Tide
Maggio: Sophia - There Are No Goodbyes Giugno: Eels - Hombre Lobo
Luglio: Kasabian - West Ryder Pauper Lunatic Asylum Agosto: Wilco - The Album
Settembre: Muse - The Resistance Ottobre: Editors - In This Light And On This Evening
Novembre: The Lovely Feathers - Fantasy Of The Lot Dicembre: Julian Plenti - Is... Skyscraper
Gen
11

Franz Ferdinand - Tonigh: Franz Ferdinand

“Why are these guys so same but somehow more awesome every time?” è il commento, letto online, che riassume perfettamente il pensiero a riguardo dei Franz Ferdinand dopo ripetuti ascolti di Tonight. Riescono ad essere (o forse è meglio dire sembrare) così uguali a se stessi nei precedenti album ma allo stesso tempo proporre un disco che ti conquista ineluttabilmente, nonostante mai come in questo caso ci sia stata la possibilità, tra concerti e singoli, di svelarne gran parte – sei/sette brani – prima della sua pubblicazione.
La sorpresa c’è comunque, ed è rappresentata da una versione di Lucid Dreams davvero sconcertante. Sarebbe forse stato troppo banale includere nell’album il pezzo ammiccante che circola dal settembre scorso, ed ecco quindi apparire un pezzo che è ambizione pura, simbolo della sfacciataggine dei fuoriclasse di Glasgow, un mash-up che imbocca una dozzina di diverse direzioni musicali nel volgere dei sette minuti di percorso. Poco importa se nella “mia” versione dell’album preferirò mantenere la Lucid Dreams precedente e tradizionale che sicuramente apparirà nei vari bonus disks, in fondo anche questa è una nuova opzione che ci viene offerta: la personalizzazione di un album secondo i propri gusti.
E questo dettaglio a riguardo di Lucid Dreams la dice lunga sul fatto di come quest’album sia tutt’altro che scontato. Il gruppo ci ha lavorato sodo per tre anni e probabilmente ha cambiato più volte impostazione durante questo lasso di tempo. La familiarità dei suoni non deve trarre in inganno: lo sviluppo c’è stato, eccome. Declinazioni Garage (Bite Hard), Afrobeat (Send Him Away), Electro (Twilight Omens) ed anche Dance (Live Alone). Gli episodi migliori restano il singolo Ulysses, No You Girls, What She Came For e la adorabile traccia di chiusura Katerine Kiss Me, intima ed acustica, destinata a raccogliere l’eredità di Eleanor

Send Him Away [link rimosso su richiesta di Domino Records]

Gen
10

White Lies

Dalla copertina scelta per rappresentare la lista degli album che si sarebbero resi disponibili nel 2009 era facile preconizzare che il primo al quale sarebbe stato dedicato un post nel nuovo anno sarebbe stato To Lose My Life dei White Lies, battuto cronologicamente di pochissimo da Morrissey in termine di apparizione nei vari peer2peer, anche se si tratta in entrambi i casi di transcode, per quanto di discreta qualità.
E’ altrettanto facile prevedere un enorme successo commerciale per il gruppo di Ealing, rilevante quartiere nella zona ovest di Londra, dove è tra l’altro cresciuto Pete Townshend, che ha già conquistato diverse copertine di riviste musicali e l’investitura unanime dai principali media inglesi a next big thing.
La ricetta per il successo si basa su diversi fattori, i suoni delle “piccole bugie a fin di bene” attingono alla migliore tradizione britannica degli anni ottanta (Joy Division ed Echo And The Bunnymen), si rispecchiano nei gruppi connazionali che recentemente ne hanno ripercorso le tracce (Editors, The Departure, The Bravery), e talvolta si affidano a passaggi che ricordano gli Interpol (facendo le dovute proporzioni), il tutto scandito dalla sapiente voce baritonale di Harry McVeigh, prossimo idolo della nuova generazione di groupie.
Il risultato è un disco che, stranamente in quanto non particolarmente attinente, ricorda per certi versi Hot Fuss, l’esordio dei The Killers. E’ molto gradevole da ascoltare, offre diversi brani che si insediano nelle orecchie senza volersi schiodare per giorni (la title track, Death, Unfinished Business, From The Stars ed A Place To Hide)  . Facili, e proprio per questo destinati a riempire i palazzetti in futuro, emulando in questo i sopraccitati The Killers. La schiera dei critici è già molto nutrita e diversi autorevoli fonti li dipingono come sopravvalutati. Il fatto mi interessa relativamente, il loro dovere di intrattenimento musicale lo svolgono egregiamente, e per me ciò è più che sufficiente, se preferite qualcosa di più impegnato, invece, Merriweather Post Pavilion degli Animal Collective saprà soddisfare i padiglioni auricolari più raffinati ed esigenti.

A Place To Hide mp3

Dic
22

White Lies - To Lose My Life

Il 2009 musicale appare molto promettente, probabilmente migliore di un 2008 che ha regalato diversi buoni dischi ma che è mancato negli acuti, quelli che restano negli annali. Il mio promemoria degli album che usciranno nell’anno che sta per arrivare è infatti già piuttosto nutrito:

• Ambulance Ltd – Second Album (curato da John Cale, Ivy e Ladyfingers sono brani che promettono già molto)
• Arcade Fire – The Box OST (un paio di pezzi strumentali)
• Badly Drawn Boy – EP
• Band Of Horses – Third Album
• Belle & Sebastian – God Help The Girl
• Black Stoltzfus – Debut Album (in realtà sarebbe il secondo perchè è il nuovo nome della band Mazarin dopo le grane legali relative al precedente nome del gruppo)
• Cake – Live At Crystal Palace e Sixth Album
• Doves – Fouth Album (House Of Mirrors?)
• Franz Ferdinand – Tonight (26 gennaio)
• Gomez – A New Tide (30 marzo)
• Idlewild – Seventh Album
• Kasabian – Third Album (“Fire”? – stile Syd Barret dei primi Pink Floyd)
• Manic Street Preachers – Journal For Plague Lovers
• Morrissey – Years Of Refusal (16 febbraio)
• Mumford & Sons – Debut Album
• Muse – Fifth Album (registrato in Italia, Lago di Como)
• Pela – Rise Ye Sunken Ships (secondo album di un gruppo decisamente troppo sottovalutato)
• PJ Harvey – A Woman A Man Walked By (30 marzo)
• Red Light Company – Fine Fascination (16 febbraio)
• Starsailor – All The Plans (3 marzo)
• Sufjan Stevens – New Jersey (?)
• The Boy Least Likely To – Law Of The Playground
• The Decemberists – Hazards Of Love (24 marzo)
• The National – Live EP
• The Rakes – Klang (16 marzo)
• The Temper Trap – Debut Album
• The Veils – Third Album
• White Lies – To Lose My Life (19 gennaio)
• Wilco – Seventh Album (annunciate sonorità tipo Yankee Hotel Foxtrot)
• Yeah Yeah Yeahs – Third Album

Nov
22

Tonight: Franz Ferdinand

Setlist

01: Bite Hard
02: Do You Want To?
03: Turn It On
04: The Dark Of Matinée
05: Michael
06: No You Girls
07: 40 ft
08: Walk Away
09: Take Me Out
10: Ulysses
11: What She Came For
Encore
12: Jacqueline
13: The Fallen
14: Outsiders
15: This Fire

In grassetto i brani che saranno inclusi nel nuovo album Tonight: Franz Ferdinand, atteso per gennaio. Clamorose versioni di Walk Away e Outsiders (finalmente ascoltata dal vivo!).
Analogamente alle altre date di questo minitour europeo in locali raccolti e relativamente intimi, la scaletta è risultata un po’ breve, e certamente poter ascoltare altri tre o quattro brani, di cui un altro paio dall’album di cui sopra (tipo Katherine Kiss Me e Send Him Away – eseguite in altre occasioni live) avrebbe reso la serata realmente superlativa.

Ott
24

Arizona - Glowing Bird

Erano settimane che aspettavo un album così; uno di quelli di cui ci si può innamorare perdutamente e mettere in repeat per ore. Il fatto che poi giunga da una band di cui è stata molto sottovalutata la produzione sin ora e che le strade del web 2.0 mi abbiano portato in passato ad entrare in contatto con un componente della stessa (Nick Campbell – chitarra e voce), conferisce all’accadimento ancor più coinvolgimento e soddisfazione.
Gli Arizona sono stati seguiti a lungo, e l’impressione che potessero prodursi in un disco sopra alla media era forte e chiara. Ciò nonostante Glowing Bird supera le già elevate aspettative. Come da tradizione per il gruppo è stato partorito in uno studio improvvisato in un paesino montano disperso sugli Appalachi, ed ha beneficiato dell’apporto di Danny Kadar (ingegnere del suono per My Morning Jacket e The Avett Brothers) che ha svolto la funzione di catalizzatore per riuscire ad ottenere da ciascuno dei quattro componenti del gruppo il meglio di loro in termini di scrittura, composizione ed esecuzione, per mettere quindi appieno a frutto l’indubbio talento dei ragazzi originari di Brooklyn. Colors, ispirata da un’alba caratterizzata da nuance di una bellezza quasi contundente, è per i miei gusti la canzone più bella di quest’anno e mi ricorda i migliori episodi dell’inizio degli anni novanta, contraddistinta da una chitarrona quasi grunge. Ma ci sono altre tre o quattro tracce che mi fanno trasalire, ed il bello è che si sviluppano su temi ed atmosfere anche molto diversificati, da You Were Right a Ghost, dalla title track a Easily, per chiudere con Whiskey Or Wine. Con Colors sono sei, in realtà, e allora posso tranquillamente confermare che si tratta di un gran disco. Spero solo, a questo punto, che Nick mantenga la sua promessa: nel 2009 venire in tour anche in Italia.

Colors video

Easily mp3

Whiskey Or Wine mp3