tangerineshade
"Are You a mod or a rocker? I'm a rod!"

Ott
21

Snow Patrol - A Hundred Million Suns

Gary Lightbody ci aveva avvisato: “questo sarà l’album migliore degli Snow Patrol”. Sembrerebbe che il frontman del gruppo nordirlandese di stanza a Glasgow abbia mantenuto la promessa, consegnando un album – A Hundred Million Suns – che sfiora l’ora di minutaggio, chiudendo con una poderosa suite in tre parti di oltre 16 minuti. Sempre in bilico tra mainstream e alternative (parlare di indie in questo caso diventa difficile anche se l’accezione del termine è ormai praticamente universale), questo disco è pronto a fornire un’altra buona dose di tracce per colonne sonore di film post-adolescenziali e serie televisive di successo. Ciò non toglie che possa garantire anche ad ascoltatori più smaliziati gradevoli atmosfere musicali costruite con maestria ed attenzione, indugiando talvolta in gargantueschi crescendo di chitarre. E se siete amanti delle metafore astronomiche e spaziali ("Use me forever as rocket fuel… Love me like the silence of the turning earth”) declamate dalla suadente voce di Lightbody, potreste anche giudicarlo uno dei migliori dischi dell’anno (ma il voto di Pitchfork non supererà il 6.9).
Il primo singolo è Take Back The City, ma come traccia da nastrone preferisco If There’s A Rocket Tie Me To It, la prima del disco.

The Lightning Strike mp3
(i "What If This Storm Ends?")
(ii "Sunlight Through the Flags")
(iii "Daybreak")

Annunci
Ott
10

+/- (Plus/Minus) - Xs On Your Eyes

A distanza di due anni quasi esatti dal bellissimo Let’s Build A Fire, i +/- pubblicano un nuovo disco, Xs On Your Eyes. I Plus/Minus ricorrono molto meno al supporto elettronico per questo episodio, muovendosi verso suoni più tradizionali e complessivamente un po’ più quieti. Non che questo comprometta l’esito del disco, anzi, però può risultare meno originale e distintivo della produzione precedente. Resta che i +/- hanno a mio avviso raccolto meno successo di quello che si sarebbero meritati, e purtroppo dubito che Xs On Your Eyes possa contribuire alla causa in maniera determinante. Spiace per loro, ma ciò non impedisce di gustarsi questo disco dalla copertina legnosa.
Non so con certezza a cosa debbono il loro nome, ma essendo di Brooklyn e considerando che NY vanta una buona tradizione nell’hockey su ghiaccio, mi verrebbe proprio da pensare che si riferisca all’omonima statistica +/- refertata dalla National Hockey League, che essenzialmente tiene in considerazione per ciascun giocatore il fatto che la squadra di appartenenza realizzi o subisca una rete in condizione di superiorità o inferiorità numerica. Complicato? Di sicuro la loro musica è ben più intuitiva…

Tired Eyes mp3

Unsung mp3

Set
10

CAW! CAW! - Wait Outside EP

“CAW! CAW! È ciò che si ottiene quando fate crescere tre ragazzi in una caverna di ghiaccio con una dieta a base di cioccolata calda, pollo fritto ed ambrosia (inteso come nettare degli Dei, non la malefica infestante che mi fa starnutire anche solo a scriverne il nome- ndt); e quindi fornendo loro delle chitarre.
Formatosi originariamente nel 2001 come gruppo post-punk, un lustro di sessioni, registrazioni ed evoluzioni insieme in un attico della north side di Chicago ha affinato questi giovanissimi in una entità formata da svariati componenti: un pizzico di disperata naïvità (intontita da imprudenti tessiture di chitarre) ed una salutare dose di rock and roll convinto (propulso da sezione ritmica furbesca ed esplosiva). Loro suonano in maniera trasognante, eccessiva, rabbiosa e docile.
Col tempo, il loro gruppo originariamente punk è cresciuto in una cosmic pop band, quindi in un trio di musica d’ambiente e sperimentale, fino all’attuale definizione di una paletta di suoni che spazia nel terreno che accomuna tutti questi generi, ma non solo. CAW! CAW! Suonano una musica che si scuote, si lamenta , esplode e quindi si trascina barcollante sino al letto, solo per emergere di tanto in tanto per pochi brevi e malinconici respiri…
…CAW! CAW! È lo stargazer, il rude cowboy, il sincero, l’ipocrita ed il selvaggio bambino asessuato che vorresti ancora essere. Loro suonano per tutti, ma si specializzano in canzoni terrestri per esploratori dello spazio, viaggiatori del tempo, amanti delle battaglie di cuscini, giocatori di minigolf e teenager che vogliono farsi distinguere. Se sei uno di questi, o solamente un ragazzo da qualche parte, questa può essere la band che fa per te.”
Avrei forse potuto rimanere insensibile ad un richiamo del genere, la più fantasiosa ed intrigante descrizione di un gruppo che mi sia capitato di leggere? Ma il bello è che è tutto (o quasi) vero. E’ bastato un ascolto per capire che si trattasse di una delle più interessanti nuove proposte di questo periodo. L’EP Wait Outside, in uscita il 23 settembre, sarà il loro esordio ufficiale; 28 minuti di musica da gustare, senza scarti e ritagli con un ampia rappresentazione dei diversi generi menzionati nella presentazione. Se è vero che il loro primo concerto si è tenuto nei bagni del dipartimento di arte della loro scuola superiore a Chicago, alla presenza di preside e vice-preside – andando piuttosto bene peraltro – , mi sento di poter scommettere che presto si schiuderanno palcoscenici ben più prestigiosi per questi tre giovani.

Organisms mp3

Sito Web

Lug
13

Un concerto dei Franz Ferdinand è sempre interessante, ma quando si tratta di poter ascoltare in anteprima un buon numero di pezzi dall’imminente terzo album (che potrebbe intitolarsi Not Yet oppure Favourite Lie e che non vedrà ufficialmente la luce sino al 2009 in quanto i componenti della band desiderano rifinire il mixaggio con cura ed attenzione ai più piccoli dettagli), beh allora diventa un evento irrinunciabile, al punto da sorbirsi ulteriori centinaia di kilometri in un week end posto tra due settimane che mi vedono transitare dalle Alpi alle piramidi, dal Manzanarre al Reno (in questo caso – trattandosi di Ferrara – la citazione è pertinente, anche se l’originale si riferiva all’omonimo fiume wagneriano).
La pigrizia è stata vinta a buona ragione, questo gruppo è certamente uno dei migliori che la scena musicale glam-indierock ci ha proposto negli ultimi anni, e non ci sarebbe certo la necessità di trovare conferma in questa data estiva, ma il loro savoir faire sul palco e con le note riesce ancora a sorprendere per l’eccellenza dell’esecuzione e la spontaneità con cui il gruppo si pone in contatto con il pubblico.
Dal repertorio conosciuto escono Michael, Come On Home, Dark Of Matinee, 40 ft., Take Me Out, This Fire e Jaqueline (primo encore) dall’eponimo debutto, nonché Walk Away, The Fallen, Do You Want To ed una superlativa versione di Outsiders (con la presenza dei fratelli Jarman dei The Cribs sul palco alle percussioni in una travologente jam session) da You Could Have It… E’ mancata Eleanor Put Your Boots On (per la quale eravamo pronti per un appassionato sing along) e ci domandiamo se per caso la relazione con la adorabile signorina Friedberger sia giunta al termine.
Ed i nuovi pezzi? Ne ho contati sei, e di tre sono abbastanza certo dell’identità, visto che sono anche quelli che più mi piacciono tra le novità: in primo luogo Katherine Kiss Me (che probabilmente verrà rinominata nel disco in Girls, You’ll Never Know), poi il secondo encore Turn It On, e quindi What She Came For. Le altre tre dovrebbero essere A New ThrillUlysses e Bite Hard, ma non ci metterei la mano sul fuoco. L’impressione è che il terzo album non si discosterà poi molto dal tradizionale suono FF, con più spazio al sintetizzatore rispetto agli episodi precedenti.
Esprimo parole di apprezzamento anche per i The Cribs, sebbene dal confronto escono inevitabilmente sovrastati, anche se una notevole attenuante è costituita dal loro setup audio, certamente deficitario. Il loro punk rock non mi ha mai del tutto conquistato in passato, non è tra i miei generi preferiti del resto, ma ciò non mi ha impedito di adottare alcuni loro brani per l’alta rotazione, come Hey Scenesters! (il miglior pezzo della loro esibizione di ieri sera), Mirror Kissers e Shoot The Poets (brano incluso nell’ultimo album Men’s Needs, Women’s Needs, Whatever – prodotto da Alex Kapranos e si sente…).

Lug
02

Sunny Day Sets Fire - Summer Palace

Summer Palace è uno dei più bei dischi indiepop che mi sia capitato di ascoltare quest’anno. E’ l’album d’esordio dei Sunny Day Sets Fire, un eterogeneo gruppo di base a Londra, cui il nostro paese ha l’onore di contribuire con ben due componenti, il frontman Mauro ed il polistrumentista Max. Completano la lineup del gruppo una ragazza di Hong Kong e due componenti anglosassoni, dal Regno Unito e dal Canada. Le origini della formazione sono da attribuire a Mauro ed Onyee (la componente femminile) che fecero conoscenza anni fa in quanto colleghi: erano entrambi maschere in un cinema di Chelsea; scoprirono di condividere i gusti musicali e si ritrovarono a comporre motivi pop durante le pause della loro attività. Da lì a costituire un duo il passo fu breve, e si aggiunsero strada facendo gli ulteriori elementi sino a plasmare la formazione odierna che propone, come da loro stesso definito, “un insieme di influenze ad ampio spettro che scorrono su di un piano di epico pop psichedelico”. I loro primi EP sono stati pubblicati nel 2006 (risale a quell’anno il brano più orecchiabile e radiofonico: Brainless), ma è con la pubblicazione di Summer Palace che i Sunny Day Sets Fire si aspettano di raggiungere un pubblico più vasto, ed io non posso che unirmi al coro di coloro che ascoltato l’album esclamano: “Grandiosi! Speriamo che in molti si accorgano di loro!”.

Brainless mp3

Smallest Heart On Earth mp3

Giu
20

Fear Of Music - Actor / Actress

“Quando sono arrivati i Radiohead, tutti dicevano che suonavano come i REM. E loro si scocciavano. Ed hanno dimostrato che non era così. Quando sono arrivati i Muse, tutti dicevano che suonavano come i Radiohead. E loro si seccavano. Ed hanno dimostrato che non era vero. Quando sono arrivati i Fear Of Music, tutti hanno detto che suonano come i Muse. Vedete come funziona? E la catena risale ai REM, ed a ritroso sino agli albori del rock’n’roll. [snip]
Con lo spirito dei The Smashing Pumpkins, lo strillo dei Placebo, la portata dei Muse (eh già) e la coscienza dei Manic Street Preachers, ma anche la grazia di Jeff Buckley e l’isteria dei Pixies, i Fear Of Music estraggono un suono vergine tutto loro”.

Questo scriveva un paio di mesi fa Alex Fordham della agenzia PR Scruffy Bird (che si occupa anche dei Foals, Young Knives, Feeder e Liam Finn tra gli altri), accompagnando la comunicazione con un paio di demo che lasciavano intravedere come, tra le iperboli di un abile consulente di pubbliche relazioni, risiedesse una certa dose di verità.
Sin da allora ho raccolto materiale a riguardo di questo nuovo gruppo di Manchester, ma soltanto la pubblicazione dell’album di esordio, Actor / Actress, consente di rimuovere le riserve del caso, facendo giungere alla considerazione che se i quattro giovani mancuniani probabilmente non raggiungeranno mai le vette delle icone a cui sono stati accostati, di sicuro si meritano un occhio di riguardo nell’ambito della moltitudine di gruppi che vengono sfornati settimanalmente oltremanica.

Ropes Out Of Sheets mp3

Giu
16

Sigur Ros - Med Sud I Eyrum Vid Spilum Endalaust

Pare evidente che Með suð í eyrum við spilum endalaust (con un brusio nelle orecchie suoniamo senza fine), il settimo album dei Sigur Rós in uscita tra pochi giorni, potrà essere annoverato tra le meraviglie musicali del 2008. Bastano pochi passaggi per rendersene conto, e se l’usuale maestria degli islandesi a ricamare atmosfere da brividi boreali non può certo essere considerata una sorpresa, arriva invece più inaspettata una certa vena effervescente che affiora in alcune tracce, come la seconda "Inní mér syngur vitleysingur" (dentro a me canta uno squilibrato), come se il fatto che per la prima volta un loro disco sia stato registrato e prodotto ben più a sud della loro isola natia (New York, Londra e addirittura L’Avana) avesse instillato in loro un po’ di calore. E da questo punto di vista l’immagine adottata per la copertina (tratta dal catalogo fotografico I Know Where the Summer Goes di Ryan McGinley) è perfettamente rappresentativa di questa nuova attitudine. "Ára bátur" (barca a remi) è un gioiello che sfiora i nove minuti, registrato in un’unica presa con un intera orchestra ed un coro di ragazzi londinesi, mentre la traccia conclusiva All Allright è la prima canzone dal testo esclusivamente in inglese proposta dal gruppo.

Inní mér syngur vitleysingur mp3

Giu
13

Deerhunter - MicrocastleMi piace molto il nuovo disco dei Deerhunter, Microcastle, il terzo del gruppo shoegaze originario di Atlanta che verrà pubblicato dalla interessante etichetta Kranky nelle prossime settimane. Sono fino ad ora rimasto un po’ sconcertato dall’attitudine del segaligno frontman dei Deerhunter, Bradford Cox, e dalla sua abitudine di presentarsi sul palco con un vestito (nel senso di abito monopezzo magari anche un po’ vintage) da donna, per non parlare delle confidenze a riguardo delle proprie bizzarre abitudini sessuali che riserva al pubblico al termine dei concerti, ma questi fatti poco hanno a che fare con la musica, e se mi limito ad ascoltare le sue produzioni (assieme al resto della band ovviamente) non posso che professarmi grato per quanto offerto. Del resto la sua eccentricità gli ha già consentito di attirare l’attenzione del fashion business, promuovendolo al rango di testimonial del marchio Converse e del prodotto icona dell’indie, le Chuck Taylor, unitamente alla adorabile Eleanor Friedberger dei Fiery Furnaces (in passato anche con Prada) ed a Julian Casablancas dei The Strokes, per nominarne solo alcuni.
Microcastle pare piacere sia ai fedeli seguaci del gruppo sin dalle prime produzioni che a coloro che non avrebbero mai pensato di poterlo apprezzare. Forse la chiave risiede nel fatto che oltre al puro shoegaze stile My Bloody Valentine (da sempre segnalati come loro primaria influenza) in questo disco si fa largo anche un po’ di psych-pop, rendendolo più orecchiabile specie in alcune tracce.

Agoraphobia mp3

Giu
12

Crystal Antlers - S/T EP

L’8.5 che ha attribuito loro Pitchfork non più tardi di ieri lo meritano tutto. Progressive, garage, psycheledic, ed accenni funk punk: difficilmente è possibile miscelare questi generi in maniera così sapiente, nella più totale spontaneità. Si spendono riferimenti ai The Mars Volta (facile, il produttore del loro EP eponimo di debutto è Isaiah “Ikey” Owens è il tastierista del gruppo sperimentale che è basato a Long Beach proprio come i Crystal Antlers) ed ai Les Savy Fav, con i quali posso concordare, aggiungendo che alcuni passaggi mi ricordano anche sfumature dei TV On The Radio, e non credo che la componente coloured che contraddistingue entrambe le band sia del tutto incidentale a tal riguardo.

A Thousand Eyes mp3

Owl mp3

Giu
05

A completampento del post precedente, questo è il video di Westward Bound, disegnato da Georgia Perris.