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"Are You a mod or a rocker? I'm a rod!"

Sigur Rós

Sigur Ros - Med Sud I Eyrum Vid Spilum Endalaust

Pare evidente che Með suð í eyrum við spilum endalaust (con un brusio nelle orecchie suoniamo senza fine), il settimo album dei Sigur Rós in uscita tra pochi giorni, potrà essere annoverato tra le meraviglie musicali del 2008. Bastano pochi passaggi per rendersene conto, e se l’usuale maestria degli islandesi a ricamare atmosfere da brividi boreali non può certo essere considerata una sorpresa, arriva invece più inaspettata una certa vena effervescente che affiora in alcune tracce, come la seconda "Inní mér syngur vitleysingur" (dentro a me canta uno squilibrato), come se il fatto che per la prima volta un loro disco sia stato registrato e prodotto ben più a sud della loro isola natia (New York, Londra e addirittura L’Avana) avesse instillato in loro un po’ di calore. E da questo punto di vista l’immagine adottata per la copertina (tratta dal catalogo fotografico I Know Where the Summer Goes di Ryan McGinley) è perfettamente rappresentativa di questa nuova attitudine. "Ára bátur" (barca a remi) è un gioiello che sfiora i nove minuti, registrato in un’unica presa con un intera orchestra ed un coro di ragazzi londinesi, mentre la traccia conclusiva All Allright è la prima canzone dal testo esclusivamente in inglese proposta dal gruppo.

Inní mér syngur vitleysingur mp3

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10 Risposte to “Sigur Rós”

  1. Mi rincuori.

    Avevo letto cose non egregie su questo lavoro, tanto che mi era passata la voglia di scoltarli.

    Poi ho ascoltato un brano (penso sia quello che ha likato) e non mi ha fatto un bell’effetto.

    Io ho nelle orecchie A.B e () , che ho trovati ENORMI. Più difficile Von. Molto più difficile, ma sempre molto attraente.
    Gran pezzi quelli con le Amina e con l’altro Islandese (il nome mi sfugge).
    Tack (o come diavolo si chiama), anche se mi è piaciuto, ha durato poco nel mio lettore (originale eh), tanto che la forma del cartonato, non è tra le migliori per poter riposare in pace.

    Allora bisogna che ci provi.

    Sii iou leitar,
    Addison.

    PS: oggi sono fuso, molto fuso.

  2. Mi pare di leggere, tra le leggere righe, una intensa descrizione di arte. Arte volevo dire, con la A.
    (intanto mi hanno regalato Elvis Costello nuovo, domani lo sento e poi ti racconto, mentre quel sornione del mio flglio maggiore mi ha rifilato due cd degli architecture from helsinki. tanto per restare al nord ma con un ritmo di quelli da fermare la macchina e mettersi a ballare da soli tra le stoppie).

  3. bella recensione, davvero.
    se non l’avessi letta, oltretutto, mi sarei dimenticato di postare le mie opinioni a riguardo (erano congelate come bozza). ottimo lavoro, quindi 🙂

    Luca (ex blogadelica)

  4. Confesso Addison di non essere un fanatico dei Sigur Rôs, e forse per questo motivo percepisco questo cambiamento in positivo. E’ possibile che gli integralisti del loro trazionale suono rimangano delusi da questa evoluzione. Essere fusi non è necessariamente un demerito… ; ]

    Proprio così Antonio, ho pensato la medesima cosa. Leggero di Costello altrettanto volentieri di quando hai scritto a riguardo della dolce Leslie.

    Ti ringrazio Luca, mi fa molto piacere che ti siano piaciute queste poche righe. :]

  5. Io andrò a piangere in quel di Ferrara, lo sento quasi inevitabile. Sempre che questo anno bisesto non continui a virare le mie rotte… 😉
    Shatzy

  6. magari Firenze… appunto… 😐
    A Ferrara già piansi…

  7. i Sigur Rós sono il mio gruppo preferito (tra quelli comparsi dal 2000 in avanti) e ritengo questo parziale cambiamento un’ottima scelta. ecco io avrei evitato il pezzo in inglese, in questo caso sono integralista

  8. Shatzy, mi sembra di poter dire che piangere ai concerti abbia un potere taumaturgico. Perchè rinunciarvi, allora? Uhm, Firenze eh? Io me li perdo perchè sono altrove sia l’11 che il 13 (quando sarebbero a MI)…

    In effetti sino ad ora ho letto quasi esclusivamente giudizi positivi, heavyhorse, e ciò mi rende contento. Sono d’accordo a riguardo che per All Allright non valga invece la pena di spezzare la tradizione dell’islandese.

  9. eccomi, eccomi dopo avere ascoltato per giorni due di seguito elvis costello in macchina. Se tra qualche mese, nella vasca dei cd in offerta a tre euro e cinquanta, doveste trovare questo ultimo di e.c., compratelo. Altrimenti no, si sente che il tizio con il nome evocativo e gli occhiali alla woody allen è stanco, o forse appagato, e anche gli imposters non hanno più la verve elettrica degli anni novanta.

  10. gran bel disco..
    gran bel gruppo..
    mi è spisciuto molto non esser riuscito a rientrare in tempo da Ferrara (Franz Ferdinand) per andarmeli a godere all’Arena di Milano..
    dev’essere stato grandioso..
    peccato..
    cd top!


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