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"Are You a mod or a rocker? I'm a rod!"

Fleet Foxes

Fleet Foxes - S/T

Tre gruppi sino ad ora pressoché sconosciuti hanno saputo guadagnarsi una certa visibilità in questo scorcio d’annata nell’ambito del panorama indie più integralista. Sebbene dalle caratteristiche diverse, sono tutti accomunati dal fatto di avere pubblicato esordi a vario titolo tra il 2005 e 2006, salvo dovere attendere una necessaria maturazione per ottenere l’attenzione che certamente meritano: The Dodos (psych-folkrock da San Francisco); The Ruby Suns (world indiepop – alla Architecture In Helsinki per intenderci – dalla Nuova Zelanda) ed i Fleet Foxes da Seattle.
Proprio questi ultimi sono, alla luce degli ultimi risvolti, vedi apparizione del loro album di esordio – eponimo – che vedrà ufficialmente la luce ad inizio giugno attraverso Sub Pop / Bella Union, quelli che hanno saputo far breccia nelle mie orecchie. Il primo incontro con i Fleet Foxes, e il nome scelto dai cinque componenti del gruppo mi ha istintivamente suscitato simpatia, risale all’EP Sun Giant, pubblicato ad inizio 2008 che, contrariamente alle recenti abitudini discografiche, contiene brani che non si sovrappongono in alcun modo a quelli presenti nel disco full-lenght che lo segue di pochi mesi. Ma se l’EP non era stato in grado, da solo, di consentirmi di realizzare se le sonorità proposte dai Fleet Foxes mi piacessero davvero, ho trovato le risposte – affermative – che cercavo con l’ascolto dell’album.
Nella musica dei Fleet Foxes la voce è lo strumento primario, per loro stessa ammissione attingono da folk, musica corale, gospel, psichedelica barocca (!), musica tradizionale dall’Irlanda al Giappone, ed infine musica contemporanea della costa occidentale, in particolare dei gruppi amici dell’area di Seattle. Quest’ultimo riferimento mi pare particolarmente significativo, in quanto il modo di cantare del vocalist dei Fleet Foxes mi ricorda in diverse occasioni il miglior Ben Bridwell dei Band Of Horses, anche se il risultato finale si differenzia nelle atmosfere, più folk, più corali e con un costante effetto riverbero, che è valso loro anche qualche critica in quanto molto vicino allo stile My Morning Jacket (il cui ultimo album Evil Urges è davvero incantevole).

Ragged Wood mp3

Blue Ridge Mountains mp3

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3 Risposte to “Fleet Foxes”

  1. In attesa di ascoltarlo (l’ho appena, ehm, sc….) non posso che confermare la tua ultima parentesi a proposito di Evil Urges. Davvero incantevole e catchy. Fra l’altro, sono in ascolto del nuovo Death Cab, molto valido.

    Ciao
    Bluto

  2. direi che manca solo un riferimento a port o’brien, ma sono sicura che non sarà così per molto 😉
    tra tutte le date interessanti in vista, spero proprio ci si riesca a vedere.
    hngtll

  3. Quando è stato scritto il post non era ancora apparso l’advance di All We Could Do Was Sing – i cui primi tre brani sono superlativi – mi mancavano quindi i presupposti per poter citare i Port O’Brien; c’è però chi ne parla benissimo da lungo tempo: blogadelica.
    Credo che l’unico incrocio possibile siano i FF a Ferrara, in realtà la nostra attività live da qui all’autunno sarà alquanto ridotta; speriamo, comunque! ;]

    Mi piace Narrow Stairs, Bluto, anche se non sarà un disco che rimarrà negli annali.


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