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Frank Miller's 300

Frank Miller's 300300 ha notevolmente sollecitato la mia curiosità sin da quando ho iniziato a leggerne, per almeno tre diversi motivi. Innanzitutto perché è una nuova trasposizione in film di un libro a fumetti, dopo i recenti V For Vendetta di Moore e Sin City dello stesso Frank Miller, poi le notevoli polemiche sollevate in relazione ad una presunta strumentalizzazione del confronto tra occidente e medio oriente ed infine perché sono irrimediabilmente attratto dalla storia e dalla strategia.
Quello che ho visto è molto interessante, penso che valga la pena di investire un paio d’ore nella visione di 300, sempreché l’esposizione alla violenza grondante di sangue e ai dettagli più trucidi non rappresenti un insormontabile ostacolo per chi vorrebbe assistervi. Non è il mio caso, anche perché imbattersi in un qualsiasi telegiornale al giorno d’oggi non è meno agghiacciante.
La pellicola non ha alcuna intenzione di rappresentare una fedele riproduzione dell’evento storico che costituisce il cuore della narrazione, ovvero da battaglia delle Termopili, del resto già il libro di Miller si era concesso delle licenze al fine di costruire attorno alla vicenda di Leonida di Sparta ed i 300 opliti che guidava una trama avvincente. La necessità di tradurre in video quanto concepito da Miller ha comportato un ulteriore distacco dalla realtà dei fatti. Questo, in ogni caso, non è di per se un problema, anche perché una noiosa ricostruzione epica avrebbe avuto ben poco appeal. Più discutibile è forse l’immagine che viene fornita dei Persiani e del loro re Serse, dipinti come sanguinari e brutali i primi e raffigurato in un improbabile folle sovrano letteralmente ricoperto da piercing il secondo. Da questo soprattutto derivano le – legittime – manifestazioni di disappunto dei popoli che si sentono discendenti dei persiani. Se a questo aggiungiamo un ricorrente ricorso alla esaltazione della libertà, con ad esempio un discorso della (splendida) regina Gorgo declamato al concilio spartano – mentre il marito si difende strenuamente alle Termopili – che avrebbe potuto tranquillamente essere la trascrizione di quelli delle autorità occidentali dopo l’infausto 911, il sospetto che si sia voluto cavalcare la contrapposizione tra le due culture sembra poter disporre di un concreto riscontro.
Un altro aspetto che potrebbe indispettire gli animi sensibili è il continuo riferimento alle figure retoriche di orgoglio, onore e gloria, ma in questo caso tenderei ad essere più indulgente, in quanto paiono riscontri oggettivi essendo Sparta e gli Spartani i protagonisti della vicenda, non a caso sin da quando ero bambino le mie simpatie sono andate alla democratica e filosofica Atene, piuttosto.
Detto questo rimane lo spettacolo delle immagini e dei suoni, e se ci si ricorda che il realismo è assolutamente opzionale, difficilmente si può negare che si tratti di un film che avvince e che probabilmente traccia la rotta per un genere, quello che miscela computer grafica, animazione e recitazione, che diventerà molto diffuso.
Rinoceronti da battaglia, terzi tempi alla Michael Jordan, movimenti che appartengono più al bagaglio di un evoluto praticante di arti marziali che a quello di un oplita del quinto secolo A.C., il regista decide di non farsi mancare niente, e se vi chiedete di quale metallo poteva essere composta la maschera cromata degli Immortali, i combattenti persiani di elite vestiti di nero e così simili ai ninja, la risposta è nessuno, di certo non poteva essere argento, quello. La falange spartana che ride fragorosamente sotto il lancio di migliaia di frecce persiane, così tante da oscurare il sole, sostenendo che “almeno potremo combattere all’ombra”, pare invece essere una citazione storica certificata.
In un riferimento circolare di citazioni ricorda la Battaglia Per La Terra Di Mezzo del secondo episodio di LORT (a proposito: Faramir è presente anche in 300), per la quale Tolkien ha certamente tratto ispirazione proprio dalle Termopili.
Bella la colonna sonora di Tyler Bates, appropriata e vivace in un paio di circostanze con l’adozione di potenti chitarre, una possibile dissonanza che invece non stona.

Tyler Bates – The Hot Gates mp3

Tyler Bates – Fever Dream mp3

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13 Risposte to “Frank Miller's 300”

  1. scusami per l’ignoranza, ma come hai fatto a vedere il film se ancora non è uscito nelle sale??? 🙂

  2. vedi un po’ se riesci a scaricare questo zip http://www.yousendit.com/transfer.php?action=download&ufid=3F38AA61051A5CAC
    ci sono altre due nuove dei travis.
    e siamo a otto 🙂

  3. Ottimo! Voglio proprio vedermelo questo!

  4. Non è ignoranza, casomai curiosità! :]
    Se mi scrivi presso la casella indicata qui a fianco ti fornisco tutti i dettagli.

    Non sono riuscito N., ma grazie lo stesso!

  5. Miller è un grande e “300” mi ispira sebbene lui non abbia partecipato in veste di sceneggiatore.
    (p.s.: ti leggo da un po’ ma è la prima volta che commento, comunque complimenti, mi piace qui!:-)

  6. http://www.yousendit.com/download/T2dlcXl0UnFKV00wTVE9PQ

    prova di nuovo.
    mi sa che ti devi registrare perchè il file è gigante e allora richiedono una registrazione, ma ci metti davvero un attimo.

  7. Ciao Felson, mi ha parlato molto bene di te Viridian! Ottima occasione per entrare in contatto, quindi :]

    Grazie N., ricevuto il tutto. Con Battleship e Eyes Wide Open mancano a questo punto solo One Night, Out In Space e New Amsterdam!

  8. Ti ha parlato bene di me? Oddio, beh… ma la Vì non è attendibile! 🙂
    (comunque ora metto un bel link nuovo al mio blog)

  9. Io e il mio pard di cinema non parliamo di altro (quasi) da mesi e mesi. Lo chiamiamo “il film del millennio” e l’hype è altissimo. Leggerti me lo conferma. Sai, tendo ai facili entusiasmi… ; )

  10. Mi è sembrata MOLTO attendibile, invece! ;]

    Cid, è bello essere soggetti ai facili entusiasmi, non trovi, non per niente mi riconosco nell’etichetta (…) di middlescent. ;]

  11. Non so se andare a vederlo, personalmente giudico quest’opera di miller abbastanza negativamente, forse la più debole per struttura, dubito così che il film possa essere interessante… anche se … insomma non si sa mai 🙂

  12. Anch’io considero “300” un capolavoro all’interno di un nuovo genere cinematografico: un capolavoro di post produzione, come in passato ci furono capolavori cinematografici fondati sul montaggio, sulle scenografie o sui tradizionali effetti speciali.
    E ho letto che Snyder sta lavorando su Watchmen, dunque è sperabile si possa vedere persino di meglio.

  13. Sono d’accordo Rudy, mi è piaciuta molto la tua descrizione sul tuo blog, ed anche la prefazione “storica”. Ottima la notizia a riguardo di Watchmen!


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