tangerineshade
"Are You a mod or a rocker? I'm a rod!"

Brightwhite Morning Light

Cortina mancava al mio curriculum di sciatore itinerante, divenuto stanziale solo negli ultimi anni per ragioni familiari, facendo base fissa ormai in Valgardena. Forse l’ho evitata in passato per quella sua aura di eleganza blasè, la giacca a vento beige chiaro dell’Avvocato, quell’apparire un luogo mondano prima che una località di montagna. Approfitto quindi dell’invito di Phil, cortinese di adozione, che si presta a farci da guida per un giorno, solleticando la nostra curiosità. Questa occasione sarà anche la prima escursione giornaliera da solo con mio figlio, ormai a dieci anni scia abbastanza bene da poter affrontare qualsiasi pista, qualsiasi dislivello, e la sua sfrenata passione per l’ingegneria degli impianti di risalita lo spinge oltre qualsiasi ostacolo naturale. Partiamo di buon ora (almeno per le nostre abitudini) da Selva, giusto il tempo di ritirare gli sci appena rifatti da Toni, e ci inerpichiamo sul primo dei tre passi che ci condurranno a Cortina. Spetta ai The Dears ed al loro primo album No Cities Left accompagnarci sul Gardena, e la splendida Purgatory verrà fatta ripassare per un po’ di volte. La strada è perfetta, sgombra da neve e ghiaccio, e lo scarso passaggio di automezzi consente di concentrarsi sulla guida e divertirsi a pennellare le curve. Fortunatamente lui ha lo stomaco abbastanza robusto da non patire disagio ed imbragato nel suo seggiolino posteriore si concentra sul paesaggio ricordando con straordinaria precisione le occasioni precedenti in cui siamo transitati da qui. Colfosco in 28 minuti, Corvara in 33, La Villa a 40, San Cassiano al 45esimo minuto e ci avviamo verso Valparola e Falzarego, due passi concatenati, cedendo il testimone ai The Shins, validi in qualsiasi circostanza. Australia sta ammiccando dagli altoparlanti quando passiamo di fianco ad uno spiazzo dove ho trascorso una incredibile serata (e parte della nottata) nel gennaio di una ventina d’anni fa, le pareti di neve fresca, gli alti abeti, il cielo glacialmente stellato: ricordi che affiorano dolci e morbidi, come lei, chissà dov’è, chissà cosa fa, chissà se anche lei ha tre figli come me. Domande destinate a restare inevitabilmente irrisolte. Guardo nello specchietto e penso che mi piacerebbe raccontargli ma non è il caso, è troppo presto. Arriviamo al Lagazuoi, sono trascorsi 55 minuti ed iniziamo la discesa, abbandonando i luoghi familiari e preparandoci a rimanere incantati dai nuovi orizzonti, dalle cime mai viste da quelle prospettive. L’appuntamento è di lì a breve, passate le 5 Torri, al primo posteggio che incontriamo nell’area di Cortina, dopo 55 kilometri e 70 minuti di percorso. Trovare l’ultimo spazio libero è un buon presagio per la giornata che ancora ci aspetta, ed allora giù, verso Tofana Express, per dirigerci al Rumerlo nel cuore delle piste su cui scivoleremo oggi. Quindi su per diverse volte sino al Pomedes, da dove partono quattro splendidi tracciati. Il primo che affrontiamo è quello dell’Olimpica, che con il suo Schuss in mezzo a due torri di roccia dolomitica è quello che sollecita maggiormente la nostra fantasia. Lo Schuss è estremamente ripido, a vederlo risalendo non ci si rende ben conto di quanto, e quando mi ci trovo sopra mi preoccupo un po’ per lui, ed il fatto che il tratto è perennemente all’ombra delle torri fa si che la neve sia più che compatta, praticamente una lastra. Ringrazio mentalmente la previdenza di aver fatto ripristinare l’assetto delle lamine la sera precedente proprio mentre un paio di sciatori che non tributano la dovuta referenza al pendio si producono in rovinose cadute a pelle di leone che terminano solo dopo molti metri, quando la pendenza torna ad essere meno aspra. Lui si ferma solo a metà, ma riprende immediatamente, fortunatamente non ha mai avuto timore delle pendenze. Viene quindi la parte più divertente, ariosa, dove le curve possono essere cadenzate a piacere senza la necessità di assecondare la conformazione del terreno. Mi annoto che Two Receivers dei Klaxons sarebbe perfetta a questo punto. Un paio d’anni fa avevo già provato ad associare una canzone a ciascuna pista. Viene poi la volta del Canalone, ampio ed accogliente, che invita a lasciar correre gli sci, a condurli in ampi curvoni come la geometria delle loro sciancrature prediligono. I piedi a quel punto diventano la parte del corpo più importante, la sensibilità è la loro prerogativa. Guardo la mia ombra sfrecciare accanto a me e mi accorgo di essere troppo rigido e verticale. I glutei si devono abbassare di più, ma i quadricipiti femorali, poco allenati quest’inverno, non sono in grado di reggere la posizione corretta a lungo. Ci sarà tempo per rimettersi in sesto fisicamente, quel che importa adesso è gustarsi la pista. Mi viene in mente Everybody Daylight dei Brightblack Morning Light (vedi sotto), sarebbe un accompagnamento più che adeguato. Viene quindi il momento di spostarsi a Ra Valles, ai piedi della Tofana principale. La Freccia Nel Cielo lascia senza fiato con le sue campate senza piloni ed una pendenza media del 47%, peccato non poter raggiungere la vetta del terzo tronco, a 3243 metri di quota, ma essendo esclusivamente una meta panoramica è operativa solo d’estate. A 2830 sì è comunque abbastanza in alto per ammirare la Conca in tutto il suo splendore in una giornata cristallina, l’imponenza del Cristallo e la tracce del Faloria, che richiederà una seconda spedizione per esplorarle. Le cicatrici sulla roccia lasciate dagli alpini quasi un secolo fa sono una piccola incrinatura nei pensieri, loro anche in una giornata come questa non avrebbero avuto molti motivi per sorridere. Scendiamo a valle sulla Forcella Rossa, molto esposta al sole e di conseguenza con un manto nevoso molto metamorfosato, quasi primaverile. Pendenza di rilievo, gobbe formate dai numerosi passaggi, immagino The World Was A Mess But His Hair Was Perfect dei The Rakes per scandire i piegamenti lungo un dislivello di quasi 1000 metri.
Inizia a quel punto la trafila del rientro, con in percorso compiuto a ritroso. E’ piacevole poggiare le stanche membra sul sedile dell’auto ed abbandonarsi ad un altro po’ di sana musica, tipo Beautiful Freak dei The Eels. Lo interrogo sulla giornata, definita “ottima”, attento a percepire se è accresciuta la complicità. Ormai mi rendo conto che il corredo genetico che condividiamo non si manifesta solo sul suo volto, in certi dettagli fisici. Pallacanestro, informatica e gli altri interessi che lo stanno rendendo meno bambino convergono con i miei. E la crescita di questo rapporto, che mi vede rivestire il ruolo di padre mi risulta ancora più prezioso adesso, che vivo con apprensione ed angoscia quello in cui ricopro i panni del figlio.

Brightblack Morning Light - S/TBrightblack Morning Light – Everybody Daylight mp3 (Matador Records)

I BML mi sono stati introdotti da una nuova conoscenza di Last.fm; sono due personaggi peculiarissimi provenienti dall’Alabama. Dicono di avere sangue dei nativi americani nelle loro vene, sono anticonformisti all’ennesima potenza, vivendo nella California settentrionale in tenda d’estate ed in scarni rifugi d’inverno. Difficili da rinchiudere in un genere, li assocerei ai Grizzly Bears per affinità.

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20 Risposte to “Brightwhite Morning Light”

  1. bellissimo post…
    quanto all’mp3 non sono riuscito a scaricrlo ma essendo marchiato matador records ha tutta la mia fiducia (mi aggiornerò a breve…)

    …ti saluto i guillemots allora 😉

  2. ma il ricordo esploso tra le curve che musica aveva? 🙂 (tre figli, un inseminator sei!)

  3. Post splendido! Anche io come tuo figlio ho una passione sfrenata per gli impianti di risalita. Se ti piace sciare ti segnalo il complesso sciistico di Serfaus/Fiss/Ladis in Austria e Verbier in Svizzera. Posti meravigliosi. Poi ci sarebbe Mammoth Mountain, ma ancora devo andarci!

  4. Grande post. Dimostra come qui si possano condividere anche le cose intime. Forse il vero spirito di un blog.

  5. i tuoi figli sono proprio fortunati! complimenti!

  6. cosa ci facevi a ‘casa mia’, senza dirmelo??? ;)))

  7. A sei anni mi sono sfasciato una gamba sulla pista baby di Pocol. Poi sono tornato da quelle parti per vari anni, prima di abbandonare definitivamente lo sci causa vari acciacchi dovuti alle troppe ore trascorse sui parquet infimi del basket amatoriale : ) . Ogni curva che descrivi è un ricordo e un sorriso. Soprattutto per il “canalone” che facevo sempre a uovo “spinto”. Il pezzo è super e molto adatto, l’album mi sembro’ noiosetto pero’… Dulcis in fundo: 3 figli ? Uau !!!

  8. in questi ultimi anni è già successo altre volte: tu sei l’unica persona che quando parla mi fa venire voglia di fare un figlio. 🙂

  9. i rakes migliorano ad ogni ascolto…..ma tanto non verrano da noi. triste io 😦 ah, vado da sandrino turner…mi sono fatta convincere….

  10. Vabbè dai che ne sai che non verranno, magari ancora da supporters ma non è detto che non vengano…

  11. e cominciamo così la mattina. Ti saprò dire.

    🙂

  12. Splendido post. E’ bello come hai mescolato uno scorcio di vita con la musica.

  13. Sono contento di leggere che è stato un grande concerto Blago. Me lo sentivo, spero solo di avere un’altra occasione.

    Niente musica MMan, solo il rumore dei respiri affannati… Non eravamo nella mia vettura, altrimenti probabilmente sarebbe stata Cafè Bleu o Our Favourite Shop dei The Style Council: ero in pieno periodo Welleriano all’epoca. ;]

    Grazie delle segnalazioni Bluto, e su Verbier mi fornisci un’attendibile conferma per una località cui miro da tempo. Sarebbe fantastico poter organizzare un evento musical -sciistico… Anche se molto probabilmente la componente animalhousesca prenderebbe il sopravvento! 😉

    Grazie Luca, devo dire che grazie ad alcuni di voi certi slanci vengono spontanei. Spero che ci conosceremo presto, a qualche concerto.

    Boss il tuo giudizio mi lusinga, anche se penso di poter rovesciare le parti e ritenermi fortunato di avere dei figli come loro. Non sempre è facile far coesistere il ruolo “istituzionale” con la confidenza necessaria a costruire un rapporto aperto ed affiatato, e sono conscio che sarà ancore più difficile durante l’adolescenza. Ci proverò sempre, comunque.

    Sono in totale sintonia con te Cid, il resto è alquanto noioso. Lieto dei sorrisi e rammaricato per quegli “accidenti” fisici. Sempre nel mondo dei vaneggiamenti: un allstar game tra di noi come lo vedresti? Di sicuro anche Barto ed il Boss hanno la palla-a-spicchi nelle vene…

    Beh Antonio, mi sembra che tu sia sulla buona strada, e credo anche di sapere come lo chiameresti :]
    Sai il tipo a cui avevo procurato la maglia di Gianello? Già, lui l’ha fatto, l’ha chiamato proprio così!

    Lelina, a giudicare dal link che ti ha segnalato Luca, non ci saranno molti motivi per dover resistere…

    S. attenderò responso, anche se gli orsi ingrifati sono più vicini ai tuoi gusti, i Beirut li avevi ascoltati?

    Mi fa piacere Vi, del resto ho potuto ben apprezzare come anche per te valga il passaggio “music helps us to cope with our lives”…

  14. Shatzy!!! Tu mi avevi parlato della Svizzera, non di Cortina! ;]
    Eppure, per qualche strano segnale arrivato chissacome, ti assicuro che avvertivo una tua presenza, non necessarimente contemporanea. Bene comunque, vorrà dire che per il Faloria mi affiderò a te!

  15. per my eyes mi mandi il file?
    mandamelo a averagevoice@tiscali.it
    grazieeeeeeeeee!

  16. hi mont, che padre meraviglioso e perfetto sei! ormai è ora di iniziare l’ometto ai concerti, no?
    monot.

  17. E comunque mea culpa che mi sono deciso a leggere questo bellissimo post solo ora. Ti invidio, veramente 🙂 Quando lo porti a vedere l’Olimpia?

  18. Eh no Monotono, non sono ne’ meraviglioso ne’ tantomeno perfetto come padre 🙂 mi accontenterei di un sano “normale”. Sì, è quasi ora, anche se quelle che sarebbero più pronte sono le sorelle, che impazziscono entrambe per i Gomez. Sentire la più piccola intonare “I wish I could cry on demand” mentre gironzola per casa mi provoca in rapida successione:
    A) lo scioglimento del cuore;
    B) un moto di orgoglio musicale;

    Barto, ti assicuro, non è il caso di invidiare alcunchè. Sono le strade della vita che ci portano in alcune direzioni invece che in altre, in tempi diversi, sfalsati. E per l’Olimpia presto, proprio quella stessa domenica, se fossimo rimasti a Milano, avremmo dovuto vedere il derby con Varese insieme a suoi amici.

  19. che grandissimo album. :spruz:

    alex

  20. Grazie Alex per aver fatto in modo che non lo mancassi… ;]


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