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"Are You a mod or a rocker? I'm a rod!"

Jarvis Cocker @ Magazzini Generali – Milano

Perché andare al concerto di Jarvis Cocker se il suo disco l’hai accolto tiepidamente, ascoltandolo per intero un solo paio di volte? Perché Jarvis è uno dei personaggi più influenti degli anni ’90, e, stranamente non è mai stato in concerto prima in Italia, neanche nel periodo Pulp. E poi perché la tua prima amica di blog, che risale al lontano novembre 2003, si rende disponibile quale compagna d’eccezione. Non avrò modo di pentirmi, pur con tutti i distinguo del caso.
Pur arrivando con un discreto anticipo si intuisce che l’affluenza sarà corposa, anche perché è l’unica data italiana e proprio in funzione del fatto che JC è stato un riferimento per molti britpoppers; come conseguenza il tipo di pubblico è mediamente più "maturo" del solito ed anche un po’ più fighettoide. I Jennifer Gentle ci intrattengono nell’attesa dell’evento principale, noncuranti del fatto che Jarvis Cocker si aggira tra il pubblico e firma autografi; può essere considerata una mancanza di rispetto per i supporter, io mi limito a constatare che mi pare in ottima forma, mentale più che fisica, altrimenti non si concederebbe così apertamente. Quella dei veneti Jennifer Gentle è una musica difficile, poco listener-friendly, a cavallo tra experimental, noise e psichedelia, ma se riesce a risultare comunque gradevole nonostante queste premesse, significa che il talento non è indifferente.
Jarvis si presenta con cinque musicisti, tra i quali spicca il bassista Steve Mackey, compagno di band nei Pulp, e attacca con energia Fat Children, rendendola dieci volte più bella che sul disco. Intanto ripete il noto rituale dell’arancia infilata nell’indice, per essere poi lanciata verso il pubblico (che qualche canzone più tardi gliela restituirà allo stesso modo). Tra una canzone (Don’t Let Him Waste Your Time) e l’altra (Heavy Weather) ci intrattiene con conversazioni a volte estemporanee, ma almeno perfettamente intelligibili grazie al suo inglese cristallino e, una volta tanto, perfettamente scandito. Ne emerge una buona dose di autoironia (ad esempio quando sostiene che la giacca che indossa – quella famosa che appare anche sulla copertina del disco – è di sua moglie) e dimostra di essere piuttosto lucido e presente. One Man Show è l’unica traccia, a parte la cover finale, a non essere presente sul disco, e precede la sezione più “sensibile”, quella costituita da I Will Kill Again e da From Auschwitz To Ipswich. Segue invece la parte più debole del concerto, costituito da Tonite, Big Julie e Disney Time, che anche sul disco mi lasciano indifferente, mentre si riprende bene con Big Stuff (una delle migliori) e Black Magic. L’encore si concretizza con Running The World, uno dei pochi pezzi in cui si può udire sing-along, a dimostrazione che il disco non ha avuto molti passaggi neanche tra i suoi estimatori più fedeli, mentre chiude, un po’ a sorpresa perché molti, me compreso, si aspettavano Space Oddity di Bowie, una gradevolissima Satellite Of Love di Lou Reed.
Ci guardiamo e ci interroghiamo, concordi nel giudicare il concerto appena sufficiente dal punto di vista musicale, ma certamente meritevole per il personaggio Jarvis, che meritava questa sorta di tributo. Sarebbe stato semplice fare meglio: escludere i pezzi più deboli del nuovo album ed integrare invece qualche traccia che ha spinto i Pulp ai confini della leggenda. Molto difficilmente avrò modo di rivedere un suo concerto, ma almeno quando ascolterò Different Class, This Is Hardcore e We Love Life, potrò associare una immagine tangibile di Jarvis Cocker.

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13 Risposte to “Jarvis Cocker @ Magazzini Generali – Milano”

  1. beh…hai espresso tutto perfettamente!aggiungo per onore di cronaca:viva i brit-ricchions (eteri) abbasso gli emo! jarvis è il mio nuovo idolo e nonostante black magic sia ancora nella mia mente, ho portato a casa un decoroso 27!:) baci

  2. Avrei voluto esserci. ottima recensione.

    Ha praticamente suonato solo i pezzi dell’ultimo disco. Neppure uno dei Pulp?
    Beh, non posso non immaginare una certa delusione tra i presenti.

  3. Grande! Complimenti, cercheremo un concerto adatto anche alla prossima occasione… ;]
    In effetti avrei anche tirato tardi in giro ieri sera, ma ho avuto compassione per l’esame mattutino…

    Grazie Luca. Confermo che nessun pezzo-Pulp è stato eseguito. Io almeno ne ero conscio, avendo letto le setlist degli ultimi concerti, ma molti altri no. Nessun particolare e manifesto disappunto, comunque, giusto un po’ di rammarico si poteva scorgere sui volti.

  4. Report perfetto, quoto ogni singola parola! E sono stato molto lieto di averti visto e di aver scambiato quattro chiacchiere con la tua simpaticissima amica!

  5. Grazie Barto, il piacere è stato mio. La tua T-shirt This Is Hardcore era sicuramente la più adatta all’occasione, insieme a quella We Love Life di Monia una notevole accoppiata! ;]

  6. Il Jarvo dal vivo deve avere un carisma eccezionale. Peccato non abbia tirato fuori niente del Pulp-passato.

  7. Più preciso e puntuale di così non potevi essere. Sottoscrivo tutto.
    E però, anche se Jarvis ha detto il contrario, in realtà una data italiana coi Pulp l’ha fatta: una mia amica blogger illo tempore li aveva visti – me l’ha raccontato quando con gran sofferenza mi ha detto di poterlo vedere nuovamente a questo giro.

  8. Vi, una delle cose cui sono grato di questo concerto è che mi ha fatto conoscere te e il tuo blog attraverso gli “eventi” di last.fm. Comunque Jarvis potrebbe non avere tutti i torti, al di là che lui stesso non si ricordava bene ed ha sostanzialmente chiesto conferma al pubblico. Scavando nella gigography dei Pulp si trova traccia di una esibizione a Palazzo Pisani Moretta, in occasione di una serata per l’artista inglese Gary Hume durante la 48 Biennale di Venezia nel 1999. Trattandosi però di una esibizione privata non può essere catalogata sotto la voce “concerti”. Se la tua amica ha partecipato a quell’evento può considerarsi davvero molto fortunata.

  9. Anfatti. Mi ha appena detto che lei lo aveva sentito in Scozia, e io sono una stordita!
    [e comunque devo altrettanto anch’io a Last.fm per te e il tuo blog :)]

  10. ecco io sarei l’amica della Vì che si è persa con grande rammarico il concerto:( Jarvis l’avevo visto a Glasgow nel 2001 con i Pulp ed ero delirante e adorante sotto il palco;)
    bello leggere questa recensione del concerto.
    p.

  11. ah…e complimenti per il blog: davvero interessante!!:)
    p.
    (grazie Vì)

  12. Ciao P. e grazie, c’è il rammarico che tu non abbia potuto essere giovedì ai MG, però puoi considerarti comunque fortunata per aver potuto assistere ad un concerto dei Pulp al loro apice. Da quello che ho letto da te è molto probabile che ci saranno altre occasioni dove ci potrebbe capitare di assistere allo stesso evento (e quasi certamente è già capitato in passato, ad esempio: Belle & Sebastian a maggio?). :]

  13. in effetti a maggio a sentire i belle & sebastian c’ero:)
    p.


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