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"Are You a mod or a rocker? I'm a rod!"

The Dears

The Dears - Gang Of Losers

Ci sono diversi motivi per i quali ci si possa ritrovare particolarmente legati ad un gruppo o ad un artista e talvolta anche solo ad una canzone; da Hornby in poi e con la diffusione dei blog più o meno musicali possiamo essere sommersi da un oceano di racconti, il più delle volte divertenti o perlomeno significativi, a riguardo di queste spiegazioni. Ma uno dei legami più genuini – e forse anche un po’ infantili – è quello che va ad incasellarsi sotto la voce “scoperta”. Di per sé, la scoperta di un gruppo è un fatto aleatorio: con la miriade di informazioni di cui disponiamo oggi è praticamente impossibile scoprire qualcosa di nuovo, è pressoché certo che qualcuno o qualcosa ci abbia messo sulla strada giusta.
Però. Però può accadere che con l’aiuto di una buona dose di serendipity, ti capiti una volta di “scoprire” qualcosa di prezioso realmente in anticipo rispetto al microcosmo in cui ci muoviamo. E’ successo allora, nell’autunno 2004, cercare delle notizie a riguardo di Montreal in funzione di un escursione lavorativa, di intravedere un link per il download di un pezzo, Lost In The Plot, e trovarsi quasi meccanicamente ad ascoltarlo, senza una motivazione particolare, dato che avrebbe potuto essere ignorato come migliaia di altri analoghi link in cui ci si imbatte settimanalmente. Classico colpo di fulmine, immediata ricerca dell’album No Cities Left appena pubblicato, e segnalazione sul sito a quel tempo redatto. E da quel momento in poi è stata una soddisfazione constatare che le orecchie non avevano tradito, che effettivamente quello era un gruppo speciale e che anche gli autorevoli amici di riferimento e le varie testate li trovavano altrettanto degni di nota. Non che ciò costituisca un merito particolare, essendo appunto dovuto soprattutto al caso, ed infatti in generale mi fa sorridere l’atteggiamento avanguardista (del genere “sto ascoltando adesso quello che apprezzerete tra un anno”) tipico di alcuni elementi dell’indiellighenzia nostrana.
Questo dispersivo preambolo per introdurre l’apparizione dell’advance relativa al nuovo disco dei The Dears, in uscita ad agosto con il titolo Gang Of Losers. E già il titolo è rassicurante, ricordando da vicino La Banda dei Brocchi (The Rotters’ Club di Jonathan Coe) ovvero uno dei libri più belli letti negli ultimi anni, ma nel caso si preferisse affidarsi ai riscontri musicali, basta arrivare alla seconda traccia, dopo una breve introduzione strumentale, per trovare in Ticket To Immortality la conferma che No Cities Left non sarebbe rimasto un episodio isolato. Bellissimo pezzo che si assesta sui livelli di Lost In The Plot, e che probabilmente costituirà il primo singolo. E anche quando l’ascolto si conclude, a me rimane l’impressione che questo disco sia persino migliore, ma forse è solo una nota soggettiva dettata dal fatto che il suono sembra essersi leggermente spostato verso la direzione che prediligo, ovvero più morbido e curato. Le cronache narrano di evoluzione nell’uso degli strumenti e l’adozioni di soluzioni tecniche non utilizzate in passato. Ma è anche importante che in mezzo a tutto non venga annebbiata la personalità di Lightburn, che risulta invece all’apice dell’ispirazione e propone un ampio ventaglio di brani di pregiata fattura e variegata struttura, You and I Are A Gang Of Losers e Ballad Of Humankindness, ad esempio. Vola dritto nella top 10 dell’anno. Almeno.

Ticket To Immortality mp3

Ballad Of Humankindness mp3

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9 Risposte to “The Dears”

  1. uno degli album che attendevo di più quest’anno, spero non mi deluda.

    ps. se tutto va bene domenica li vedo live. 😉
    incrocia le dita per me.

  2. 1) Sicuro non ti deluderà;
    2) Incrocio tutto, il Wireless Festival ad Hyde Park deve essere qualcosa di strepitoso! Ci sarai anche sabato?

  3. da ieri l’ho ascoltato già 4-5 volte. ho la sensazione che il Pezzo come Lost in the plot non ci sia, ma che il disco nell’insieme valga di più del precedente. traccia al momento preferita Death or Life We Want You

  4. nel mio programma ci sono venerdì (flaming lips e massive attack) e domenica (depeche mode, mystery jets, the dears, ok go).
    con tutto il bene che voglio a mister E, pagare 40 sterline per avere james blunt come headliner proprio no… 🙂
    spero nel bel tempo e nei botteghini ancora aperti. sennò mi godrò londra e i mondiali su maxischermo in mezzo agli ubriaconi.

  5. Infatti, quando ho ascoltato Death or Life We Want You ho pensato: “questa è una traccia da Boss”, ed infatti poi l’hai anche linkata sul tuo blog. Mi pare giusto e riflette la leggera sfumatura che separa i nostri gusti, con il tuo che è più propenso all’energia. Probabilmente hai ragione a riguardo del brano di picco, da questo punto di vista il tempo ed i passaggi sapranno dire.

    Antò, hai ragione, fai sempre in tempo a investire quelle 40 sterline da Rough Trade 🙂 e poi venerdì agganci anche Midlake, Mojave 3 e Blackbud alla fine. Certo anche oggi non scherzerebbe eh con The Strokes, Raconteurs, Guillemots (clamorosi!), Super Furry Animals e White Rose Movement…

  6. Grandissimi i Dears. Appena posso mi metto in groppa al mulo e lo cerco.

  7. Disco che trovo piuttosto diverso dal precedente ma altrettanto emozionante. La traccia preferita ogni volta cambia, ieri era Bandwagoneers 🙂 Per chi non lo sapesse ho intervistato Murray a fine maggio e sono certo che tutti i fans apprezzeranno molto quello che verrà fuori dalla chiacchierata.

  8. Naturalmente leggerò la tua intervista con grande interesse, Barto. :]

  9. Mi è molto piaciuto il passagio su come sia difficile “scoprire” qualcosa, oggi, musicalmente parlando, con tutte le informazioni e suggestioni che ci arrivano (il tuo blog, per dirne una). Avevo fatto pensieri simili davanti a certi panorami.


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