tangerineshade
"Are You a mod or a rocker? I'm a rod!"

Zero 7

Zero 7 - The Garden

Il genere lounge sarebbe uno di quelli che meglio si dovrebbe adattare alla mia età anagrafica. Beh, in certe occasioni ci riesce perfettamente, come ad esempio nel caso degli Zero 7 (e in qualche altro caso come Air, Lemon Jelly e Röyksopp). Io invece, a dispetto di tutto, continuo a sentirmi meglio rappresentato dall’indie e dalle sue sfumature meno sofisticate. A tal riguardo mi ha fatto tenerezza una storia ben raccontata e a lietissimo fine di un quarantenne entusiasta dei Gomez. Nonostante le apparenze quel tipo non sono io (la descrizione combacia a parte il fatto che non è mia abitudine indossare le magliette dei gruppi che vado ad ascoltare), purtroppo, verrebbe da aggiungere.
Tornando agli amati Zero 7 (sin dall’esordio clamoroso Simple Things), a maggio pubblicano il loro terzo album The Garden, anticipato dal singolo Futures proposto qualche tempo fa. Avevo sperato, in cuor mio, che fosse dedicato molto spazio a José González anche nel resto del disco, ma sapevo che ciò non sarebbe stato possibile e, se mai lo fosse stato, avrebbe finito per snaturare lo stile del talentuoso duo inglese. Mi gusto quindi un pacchetto di nuove tracce con la tradizionale classe elargita da Henry Binns e Sam Hardaker, supportati dalle voci di Sia Furler (già presente in When It Falls del 2004) e il già menzionato fenomeno indie scandinavo.

Your Place mp3

Crosses mp3

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4 Risposte to “Zero 7”

  1. Beh io di anni ne ho quasi ventiquattro, ma spesso il genere lounge si addice ad alcuni miei stati d’animo. Come te, apprezzo molto di più l’indie, ma credo anche che sia utile e doveroso cambiare e variare. Blutarsky

  2. spero che il terzo non sia la copia del secondo che era la copia del primo, imho…
    p.s.: li hai sentiti gli album solisti(ci) di tina dico e sophie barker? i due di sia penso di sì…
    🙂

  3. guarda, non hai idea di quanto sei fortunato a non essere entrato nel tunnel delle magliette… 🙂
    io da un bel po’ ho superato il numero di magliette superato il quale, secondo giovanardi, non è più “dose personale” ma “spaccio”.

  4. Eh già Blutarsky, cambiare e variare aiuta anche ad apprezzare ancor di più ciò che si ama veramente… ;]

    Ivan, mi cogli impreparato su tutta la linea, compresi i due di Sia. Andrò a ripetizioni di lounge! :]

    Antò, caro, ma a te le T-shirt stanno bene! Sinceramente, mi ci vedresti? Comunque sono certo che ne hai ben più di 21. Anzi, forse ne hai più di 21 solamente in cirillico…
    BTW: sono certo che i Band Of Horses sono pane per i tuoi denti, nevvero?


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