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"Are You a mod or a rocker? I'm a rod!"

Josh Rouse

Josh Rouse - Subtítulo

Meno di un anno fa scrivevo di Nashville, il suo modo di congedarsi dal Tennessee per intraprendere una nuova vita in Europa. Nashville è stato un album che è cresciuto col tempo, e che comunque ha riscosso un grandissimo successo presso i cultori del suono sussurrato (gli stessi che amano Sufjan Stevens, Josè González, Jens Lekman e compagnia). Ci sono canzoni di Nashville, come Sad Eyes ed i suoi archi, che mantengono inalterato il loro fascino discreto, e che mi sorprendono a canticchiarne il motivo quando vengono selezionale dal lettore, specie in auto.
Josh Rouse, è noto, è un musicista prolifico, ed infatti in tempi ristretti, rispetto alla ultima pubblicazione appena citata, è pronto a proporre un nuovo album, realizzato interamente nella suo nuova dimora spagnola: Subtítulo, in uscita il 20 marzo. Eloquente l’intenzione di descrivere la sua nuova esperienza sulla Costa Blanca (a cui dedica la quarta traccia – un brano strumentale), ad Algea (la Quiet Town del singolo e del video) nell’arco dei dieci pezzi che compongono il disco. Ne emerge un quadro di estrema rilassatezza, che esalta la tradizionale morbidezza della musica di Josh Rouse, basata su corde di nylon arpeggiate, pedal steel in sottofondo, ritmi lenti ed atmosfera romantica.
Curiosamente la Costa Blanca è stata (e probabilmente lo sarà ancora) la mia gabbia dorata per diverse occasioni lavorative, ma se dicessi che ne riconosco i tratti nella musica di Subtítulo, direi una bugia. Credo, come è anche logico aspettarsi, che ci sia ancora molto Nebraska e Tennesse (specie in His Majesty Rides), e ciò non mi dispiace affatto.

Quiet Town mp3
Quiet Town video quicktime

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6 Risposte to “Josh Rouse”

  1. proprio qualche gg fa pensavo che questo 2006, nonostante qualche uscita interessante, doveva ancora riservarmi il primo vero e proprio lp da colpo di fulmine.
    alla fine è arrivato.

  2. Non avevo grossi dubbi al riguardo, Antò!
    Anche la scelta del tuo pezzo preferito, Jersey Clowns, non mi sorprende affatto. :]
    Il mio album favorito di questo segmento di 2006 è Just Like The Fambly Cat dei Grandaddy. La canzone invece è We Choose Faces degli I Love You But I’ve Chosen Darkness.

  3. eh eh beh in effetti sono un pollo, su quei pezzoni ci casco subito. 🙂
    a proposito di emozioni intense: ieri ho comprato (DAVVERO) eels with strings at town hall. manca qualche pezzo fondamentale tipo “climbing…” ma il resto mamma mia… brividi.
    la versione di “if u see natalie” farebbe commuovere anche un lastra di marmo.

  4. Noooo Climbing To The Moon non può – non deve – mancare! :[
    Non mi asterrò dal comprarlo comunque, ci mancherebbe. Ma hai preso la versione DVD?

  5. no no solo cd, figurati, per un mediaw*rld della provingia bg è già stato un miracolo trovare quella.
    in effetti non capisco la scelta del cd unico e non doppio… oddio non capisco: credo di averla intuita (canzoni diverse tra cd e dvd in modo da fregare i completisti) e un po’ mi fa tristezza sinceramente. spero di sbagliarmi.

  6. Condivido il giudizio sulla tristezza della scelta, evidentemente mirata. Dove non arrivano i discografici dovrebbe arrivare l’artista, non voglio credere che abbia bisogno di ricorrere a simili mezzucci, andando a colpire proprio quelli che hanno già contribuito in misura maggiore. E, a maggior ragione, non capisco come non ci sia stato spazio per Climbing in almeno una delle due versioni…


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