tangerineshade
"Are You a mod or a rocker? I'm a rod!"

The Libertine

Teatrale – non solo nei passaggi dove era inevitabile che lo fosse –, cupo – non solo per il fatto di aver utilizzato durante le riprese solamente illuminazione naturale –, esplicitamente e quasi compiaciutamente volgare. Per citare una immagine utilizzata nelle pellicola: una fellatio incompiuta. Stridente il contrasto di una pur brava Samantha Morton incontrata prima come la precog di Minority Report, e poi come futuristica co-protagonista di Codice 46 (con Tim Robbins, quello sì un gran film) e qui calata nella veste di un improbabile musa del Conte di Rochester. Apprezzabile, come sempre, John Malkovich. E a proposito di Libertini, sembra impossibile da credere ma ho visto lo spettro di Pete Doherty nel viso di Johnny Depp, quando – incappucciato – aveva i capelli rasati come il fondatore dei Babyshambles (che sarà pure uno stolto ma io mi inchino al suo talento) nelle sue ultime apparizioni. Insomma, consigliato solo alle fan perse di JD ed a chi nutre un’insana passione per il settecento.

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4 Risposte to “The Libertine”

  1. io e te con i film…..;)

  2. E’ vero Lelì, ormai è un fatto acclarato… ;]

  3. Solo un'”insana passione” per i film in costume, in generale, può giustificare queste due ore al cinema.

  4. Si Rudi, aggiungiamo l’insana passione per i costumi d’epoca e per il fango. Vedo dal voto che hai assegnato che siamo concordi sulla insufficienza.


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