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"Are You a mod or a rocker? I'm a rod!"

Richard Ashcroft

Richard Ashcroft - Keys To The World

Ho cercato di assimilare a lungo il nuovo disco di Richard Ashcroft, Keys To The World. Le prime otto tracce sono in circolazione da un pezzo, e questa settimana è stato possibile completare il quadro con le ultime due, più qualche contenuto aggiuntivo tipo il B-side di Break The Night With Colour, che si intitola The Direction. Il giudizio, sin dai primi ascolti, mi è sembrato contrastato. Una parte di me, quella emozionale, che ama la sua voce da quando è entrata nell’olimpo dei più grandi con Urban Hymns dei The Verve, sarebbe pronta a celebrare questo lavoro come un disco straordinario, che rinnova i fasti dell’icona del Lancashire, mentre il lato razionale mi impone di non perdere di vista alcuni significativi particolari, che ridimensionano ineluttabilmente il valore complessivo del disco.
Volendo iniziare da questi ultimi, il problema credo che risieda, molto semplicemente, nello spleen. A metà dei suoi vent’anni, quando ha scritto Bittersweet Symphony, la sua vena creativa era certamente alimentata da una condizione di inquietudine esistenziale che, allo stato attuale, nella diversa veste di affermato uomo trentacinquenne coniugato e con prole, viene quasi totalmente a mancare. Recentemente, nei commenti ma anche dal vivo, si faceva riferimento ad analoghe condizioni – fatte le dovute proporzioni – in cui si sono ritrovati Chris Martin dei Coldplay (da Parachutes a X&Y) e James Walsh degli Starsailor (da Love Is Here a On The Outside). Non credo che ci sia il caso di stupirsi quindi, ne’ di stigmatizzare: è un dato di fatto.
Questo per dire che forse non era neanche lecito aspettarsi che Keys To The World potesse offrire inni del calibro della citata sinfonia agrodolce o di Sonnet, Lucky Man e The Drugs Don’t Work. Quel che è certo, pero, è che quest’album è decisamente il migliore della sua carriera di solista. Curiosamente si ripete lo schema, dato che come Urban Hymns era il terzo dei The Verve, parimenti KTTW è il terzo album di Richard Ashcroft.
La brillante capacità di scrivere è rimasta comunque immutata, e di episodi espressivi è pieno il disco, tanto che è persino impossibile identificare un pezzo non all’altezza del potenziale di Ashcroft, con una buona varianza di generi, dal soul bianco di Music Is Power, alla coralità del primo singolo, alle ballate che costituiscono il marchio di fabbrica, come Words Just Get In The Way. Ma se devo indicarne una in cui sento le sue idee vibrare, dico Sweet Brother Malcom e le sue corone di fiori.

Un paio di versioni alternative dei pezzi che compaiono sul CD:
Break The Night With Colour mp3
Sweet Brother Malcom mp3

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