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"Are You a mod or a rocker? I'm a rod!"

The Kooks

The Kooks - Inside In / Inside Out

Curiosamente pedinato dallo Zeitgeist, in un periodo che ha visto scorrere via anche gli spettri e le allucinazioni di Bret Easton Ellis (ho saldato così – una volta per tutte – il dazio alla neo-psichedelia del mio coetaneo), mi sono imbattuto in un gruppo che ha un nome che non poteva passare inosservato: i The Kooks. Il fatto che la prima canzone ascoltata in quest’anno solare fosse proprio la loro You Don’t Love Me potrebbe non essere una pura coincidenza. Avevo distrattamente raccolto alcuni positivi commenti di Barto al riguardo, ed ero rimasto colpito proprio dal nome di questa ennesima next big thing, mi sono chiesto “vuoi vedere che si sono intitolati così in onore della quinta traccia di Hunky Dory?” Avevo accantonato la questione a causa della già abbondante dose di novità discografiche da vagliare, anche fuorviato dal fatto di conoscere la loro tenerissima età (letteralmente teenagers), che mi faceva ritenere improbabile il collegamento al capolavoro del Duca Bianco. Mi sbagliavo. Le prime note ascoltate nel 2006 mi hanno incoraggiato a riprendere il discorso, e man mano che procedevo nell’esplorazione del materiale prodotto da questo quartetto di Brighton cresceva la mia stupefazione (del tutto endogena e senza la necessità di ricorrere agli strumenti cari al menzionato BEE).
Kook è un termine slang che indica un soggetto eccentrico, strambo o addirittura pazzoide, probabilmente deriva etimologicamente da cuckoo, ma anche per segnalare qualcuno che si distingue dalla massa. Da questo punto di vista, al di là del pregevole riferimento ad un brano di David Bowie, il nome appare del tutto appropriato.
Sono giovani ma non acerbi, suonano come Supergrass e The Coral più vividi, e se è vero che la loro prima canzone suonata insieme è Reptilia, possiamo ben immaginare quale sia il loro orientamento.
Tante tracce corte che si susseguono incalzanti. A parte il singolo You Don’t Love Me, mi rimane nelle orecchie Ooh La (forse non a caso il quinto brano – come Kooks), ma anche Sofa Song e Eddie’s Gun. Considerato che questi quattro pezzi sono uno di seguito all’altro, risulta veramente difficile non rimanere impressionati da questo esordio. Inside In/Inside Out uscirà ufficialmente il 23 gennaio, insieme a Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not degli Arctic Monkeys. Qualcosa mi dice che sarà un dualismo davvero interessante, e che anche se gli AM godono di uno slancio che parte da più lontano, non saranno loro ad avere la meglio.

You Don’t Love Me video
Eddie’s Gun video
Sofa Song video

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14 Risposte to “The Kooks”

  1. Innanzitutto buon anno caro Monte. Sono tornato ieri dalle vacanze. I Kooks li ho impacchettati, ancora da scartare. Sono tuttavia sicuro di innamorarmene. Ciao. Ciddu

  2. Ciao Marcello, FGY anche a te. Spero di vederti presto (Arab Strap o Death Cab). Sì, è proprio il tuo genere di gruppo :]

  3. Monte sto valutando per i Cooper Temple Clause. Potrebbero essere la sensazione concertistica del 2006.

  4. Blind Pilot mi fa ancora venire i brividi. Tra l’altro: uscendo il nuovo album in maggio/giugno, non è che ci forniranno un’anticipazione. L’unico mio problema è che cade in una data un po’ problematica, ma spero di svicolare. Transilvania Live? Così ad occhio è croce l’ultimo posto dove ci siamo visti, al concerto dei Kasabian…

  5. io dovrò scegliere tra broken social scene il 6 e the cooper temple clause l’8…
    uff proprio dura la vita… 🙂
    a.

  6. Azz, è vero, anche i BSS! Vabbè, ci aggiorniamo a ridosso delle date, sicuramente, potendo, prediligerò quella dove ci siete anche voi!
    Cheddici Antò, i CTC non saranno così sadici da non farci sentire i pezzi nuovi, no?

  7. guarda stè, a me basta che facciano TUTTO “kick up the fire…” (che all’epoca scoprii con colpevole ritardo grazie proprio a ciddu the one and only), il resto è tutto un di più 🙂

  8. Io invece preferisto see this through…

  9. apperò, ma che bello sto disco. altro che scimmiette artiche.

  10. Beh mi fa proprio piacere che ricevano anche la tua autorevole investitura. Divertenti, leggeri, ma lasciano intravedere buone doti, e considerando la precocità, chissà che non ne venga fuori un gruppo di quelli che vale la pena di seguire…

  11. ciao caro, per ringraziarti della dritta ti consiglio due tracce per una giornata solare, lieve e romantica:
    “sorry for this” e “afternoon” dei francesi Rhesus. sono molto anni 80 (nel senso trash del termine) però molto carini.

  12. Grazie Antò, pur non essendo queste giornate ne’ lievi, ne’ solari e neanche romantiche cercherò i pezzi, almeno come surrogati degli ingredienti citati :]


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