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"Are You a mod or a rocker? I'm a rod!"

Mogwai

Mogwai

 

Sono ancora calde le classifiche del 2005 che è già ora di prendere in considerazione uno dei dischi che certamente punterà ai vertici di quella del 2006, magari non dal punto di vista popolarità, ma certamente per quanto riguarda

la critica. Mr. Beast dei Mogwai sarebbe ufficialmente atteso per il 6 marzo, ma è ormai inutile meravigliarsi che i canali “alternativi” lo rendano reperibile già da ora. Il quinto disco registrato in studio, il Caste Of Doom di loro proprietà che ha un nome che è tutto un programma, segue di tre anni il celeberrimo – tra i cultori della musica indipendente – Happy Songs For Happy People, uno di quei titoli che non può mancare nelle migliori collezioni (il fatto che “faccia figo” è solamente un irrilevante effetto collaterale: quello che conta è la sostanza).

Il gruppo di Glasgow (ma certi suoni riescono bene solamente da un certo parallelo in su?) consegna un disco più ruvido del precedente, il cui contenuto, confermato dalle dichiarazioni del leader Stuart Braithwaite, è costituito per il 25% da noise. E dire che, in quanto tale, a me non dovrebbe piacere, ma questo non è rumore fine a se stesso, e insieme al rimanente 75% di pura maestria post-rock consegna un album dallo spessore superlativo. A tal riguardo, The Campfire Headphase dei loro connazionali Boards Of Canada, che pure ha riscosso unanimi consensi in questo fine di 2005, tanto da essere menzionato da diversi elementi di spicco della musicrazia (tra i quali Beck) il migliore in assoluto, risulta inesorabilmente battuto nel confronto diretto.

Per quanto riguarda i brani, in assoluto emerge Glasgow Mega-Snake, nel quale sembra ronzare uno sciame di una dozzina di chitarre, che avvolgono e sembrano travolgere, ma che se opportunamente cavalcate aiuterebbero a superare anche l’imbarazzo di affrontare

la Val De Mesdì (eccazzo prima o poi la dovremo pur fare…). Più etereo e spaziale, ma non meno apprezzabile, il pezzo Auto Rock che apre il disco, con un motivo di piano che viene gradualmente sommerso dalle chitarre e dalla batteria. Da segnalare inoltre la partecipazione del grandissimo Craig Armstrong (conservo gelosamente

la sua OST di Plunkett and Mcleane – electronica allo stadio più elevato insieme alla The London Session Orchestra) alla traccia I Chose Horses, cantata – o meglio: sussurrata – in giapponese dal vocalist del gruppo punk nipponico Envy.

Haunted By A Freak mp3 da Happy Song For Happy People

[non ci sono ancora brani liberamente distribuibili del nuovo album]

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7 Risposte to “Mogwai”

  1. Me ne manca uno …. mi era piaciuto da matti come on die young poi fui tremendamente deluso da rock action quindi venne Happy Songs For Happy People meglio … ma non ne fui conquistato. Adesso attendo il 6 marzo, i canali alternativi non fanno per me
    Ciao 🙂

  2. Ciao Ruckert! Essendoti piaciuto Come On Die Young sono pressochè certo che gradirai molto anche Mr. Beast. Comprendo la tua riluttanza per i tuoi canali alternativi, ma come forse già sai, vengono da me utilizzati a scopo di valutazione. Da quando esiste il file sharing non ho più comprato un disco che finisse per essere ascoltato poco, ma il numero degli acquisti è cresciuto enormemente, grazie appunto alla possibilità di scoprire nuove passioni senza dovermi per forza svenare. Ed anche l’attività Live (altra principale fonte di introiti per gli artisti) è altrettanto incrementata.

  3. Sono stato un grandissimo fan dei mogwai, al punto di formare un gruppo che a loro si è ispirato per diverso tempo. Tuttavia i mogwai per me sono quelli di “Young Team”, “Come on die young” nonchè di quel bellissimo Ep uscito in concomitanza con la morte di Kubrick. Gli altri dischi sono mancati, a mio avviso, di anima. Hanno cavalcato le atmosfere dei precedenti lavori ma svuotandoli del pathos che li rendeva unici. E qusto è avvenuto anche a livello di suono che è diventato più macchinoso, più ricercato forse, ma meno vivo…

  4. quest’album mi sta lasciando senza parole. Concordo con chi ha scritto che probabilmente negli ultimi abbiano perso un po’ l’energia di young team o happy songs. Mr. Beast è il primo Capolavoro del 2006. Grazie Stefano per averlo segnalato.

    A presto 😉

    R.

    (per la serie: ogni tanto riemergono)

  5. Ops, il commento anonimo di prima ero io, ciao!

    R.

  6. Ciao Ricky, bello risentirti, ti avrei riconosciuto anche senza firma estesa. Vedo che siamo tutti d’accordo, in questo caso penso si possa parlare di un riscontro oggettivo.

    Hotel, cercherò di ascoltare qualcosa del vostro gruppo allora. Come detto, stanti le premesse, questo disco dovrebbe proprio tornare a riscontrare il tuo gradimento.


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