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"Are You a mod or a rocker? I'm a rod!"

Starsailor

Starsailor - On The Outside

Sono ormai diverse settimane che ascolto On The Outside, dapprima nella versione taroccata in cui le tracce Counterfeit Life ed In My Blood erano in realtà doppioni di I Don’t Know e This Time, ma da una settimana circa dispongo finalmente di una versione pulita e definitiva. Mi sono trattenuto dallo scriverne prima in modo da cercare di attenuare la distorsione derivante dall’affetto che provo per questo gruppo. Non saprei dire con esattezza perché sono così coinvolto dagli Starsailor, forse perché li ho “visti nascere” essendomi imbattuto in una demo di Good Souls (singolo d’esordio – tuttora il loro pezzo che preferisco) in modo del tutto casuale ben prima che venissero consacrati dal successo di critica (per l’album Love Is Here) e pubblico (per entrambi, Silence Is Easy incluso). Oppure perché mi piace la voce di James Walsh – il leader – e mi è piaciuto ancor di più lui nell’occasione in cui ho potuto avvicinarli dal vivo (Magazzini Generali di Milano nel novembre 2003). Sta di fatto che, come ampiamente ammesso anche in precedenza, la mia capacità di esprimere un giudizio disincantato ed obiettivo a riguardo dei quattro di Wigan (a proposito – il Wigan Athletic FC quest’anno è in Premiership!!!) sia praticamente nulla. 
Insomma, per cercare di esprimere un opinione sintetica a riguardo di On The Outside direi che è un album che piacerà tantissimo a chi ha già apprezzato Walsh e soci in passato, probabilmente sarà in grado di raccogliere nuovi proseliti in una direzione mainstream, mentre continuerà a lasciare piuttosto tiepidi gli ascoltatori più esigenti, che non perdoneranno mai loro il saccheggio della famiglia Buckley (lo stile di canto di Jeff e il nome della band dal celebre album di Tim).
Trovo decisamente gradevoli dieci degli undici brani presenti e solo Jeremiah, una ballata acustica che chiude il disco, non mi convince del tutto (non è del resto un genere nelle loro corde). Dal singolo In The Crossfire si può attingere una frase simbolo di quest’album: “I don’t see myself when I look at the flag, che esprime chiaramente la totale assenza di identificazione nella condotta politica dalle sfumature neocon di 11 Downing Street. Attualmente il pezzo che preferisco è Faith, Hope, Love ma non è improbabile che ci sarà una grande rotazione di favoriti che vedrà alternarsi nel ruolo anche Way Back Home, This Time e White Light, e comunque sono dieci pezzi che potrei sorprendermi a canticchiare o a fischiettarne il motivo. Per quanto riguarda i singoli componenti del gruppo trovo il tastierista Berry Westhead molto più intraprendente e compiuto che nelle uscite precedenti.
Di certo non sarà un contendente per il titolo di disco dell’anno; di sicuro è quanto basta per mantenere ben ardente il sacro fuoco per le Anime Buone.

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9 Risposte to “Starsailor”

  1. “keep us togheter” è puro unforgettable fire, come non se ne sentiva da tempo. e questo non può far altro che farmi mooolto piacere.

  2. Lo attendo con impazienza. Fra l’altro. Ieri intervista telefonica agli Amusement Parks On Fire. A presto online…

  3. Antò, il tuo rilievo che James risulta essere meno Buckleyggiante e più Bono oh oh oh, è assolutamente condivisibile e credo anche inoppugnabile.

    Heilà Ciddu, attenderò con impazienza la tua intervista agli APOF. Vieni a vederli insieme ai dEUS?

  4. la questione vera è se questo album piacerà ai fan storici: in genere quando un’opera piace a chi di solito non apprezza un’artista…
    mi viene in mente il caso di “big fish” che era piaciuto a tantissimi tranne che agli appassionati di burton. 🙂

    ciddu: miss u.

  5. Io penso proprio di si: piacerà anche ai fan storici. Del resto tutti i giudizi che ho letto nei forum dei fan a riguardo delle sessioni live che hanno introdotto la pubblicazione di On The Outside sono estremamente positivi, se non entusiasti. Tra l’altro è partito proprio ieri l’altro il tour europeo dal Belgio, che toccherà oltra a UK anche Olanda, Lux., Germania, Danimarca ed Austria. Purtroppo per noi – per il momento – niente.

  6. Per i Deus non so. Dipende dal momento. Mi mancate pure voi comunque. Ciao ragazzi. Ciddu

  7. Li voglio live al più presto!!!!

  8. E’ interessante questo dibattito che contrappone i fans storici agli ultimi arrivati. Conferma la gelosia di chi vorrebbe essere l’unico a conoscere certi musicisti – e tuttavia tende a denigrare chi quei musicisti non li conosce…

  9. Rudi, credo che quello che tu intendi sia vero per il fan-atico. Trovo invece che, specie usando questo strano mezzo che è il blog, si tenda – al contrario – a voler divulgare gruppi ed autori che hanno scarsa visibilità. La potenza della combinazione download+blog è stata provata dal recente caso di Fiona Apple, disco bocciato dalla casa discografica ma acclamato a gran voce dalla audience della rete sino alla definitiva pubblicazione. Gelosia e denigrazione, in ambito musicale, sono atteggiamenti adolescenziali (o per lo meno dovrebbero esserlo).


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