tangerineshade
"Are You a mod or a rocker? I'm a rod!"

dios (malos)

dios malos - dios malosRigorosamente minuscolo. Che poi nascono come dios, ma un esaurito ed attempato cantante metallaro – Ronnie James Dio (che tra l’altro non si chiama nemmeno davvero così) – ha fatto loro causa, e quindi i nostri giovani e tuttora squattrinati californiani hanno dovuto aggiungere il suffisso malos. Non li ha neanche lasciati nominarsi we are dios, formula che avevano già utilizzato per il loro dominio web. La mia già scarsa simpatia verso l’universo metal ha un nuovo motivo per alimentarsi.
Dopo aver apprezzato parecchio il loro esordio (anche quello eponimo che all’epoca, nel 2004, si era guadagnato un rotondo 8.0 da Pitchfork), ero piuttosto curioso di scoprire se i dios malos avrebbero mantenuto lo stesso orientamento musicale, una sorta di incrocio tra neo-psichedelia e power-pop. I ragazzi cresciuti nei pressi del celebre Forum dei Los Angeles Lakers del periodo showtime, quello che vedeva il celebre parquet di Inglewood calcato da due tipini come Magic Johnson e Kareem Abdul Jabbar (pur essendo io bostoniano non posso dire che non li ho seguiti con immensa ammirazione), hanno invece spostato l’indicatore verso il pop. Pur essendosi affinati rispetto all’esordio, fatto certamente da imputare al produttore (lo stesso dei Shins, Modest Mouse e Built To Spill) che ha curato a Seattle la realizzazione di questo disco, credo che abbiano perso quella genuinità lo-fi che li distingueva e che raggiungeva la massima espressione in You Got Me All Wrong e Nobody’s Perfect, due bellissime ballate incluse nel primo disco. Ho cercato invano qualcosa del genere in dios (malos), ma a quanto pare dovrò cercare di focalizzarmi su altri aspetti del loro suono, che si è evoluto anche grazie ad un notevole lavoro live, che li ha visti affiancare, tra gli altri, The Fiery Furnaces, Twilight Singers, Grandaddy e The Decemberist oltre ai già citati The Shins.
Da vedere il video del loro singolo I Want It All: un gradevole cartoon realizzato dall’animatore principale di South Park.

Feels Good Being Somebody mp3
My Broken Bones mp3

Edit: aggiungo il commento del Boss giunto via mail, che esprime più chiaramente quella che è anche la mia impressione:
«Penso di aver avuto un’opinione simile alla tua su questo disco dei dios malos, ovvero sintetizzando "più perfettini ma al contempo un po’ piatti". Ascoltandoli mi viene proprio da dire che propongono "cose" carine, ma non mi fanno fare quel salto emotivo per canticchiarli, riascoltarli e appassionarmi. Un peccato. L’episodio precedente era più "vissuto" e si sentiva.»

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