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"Are You a mod or a rocker? I'm a rod!"

Her Space Holiday

Her Space Holyday - The Past Presents The Future

San Francisco è la città degli Stati Uniti che, tra quelle che ho visitato, preferisco di gran lunga; forse è l’unica in cui mi sentirei di poter vivere, insieme a Seattle. San Francisco è stata la città in cui ho commesso una delle più grosse stoltezze della mia vita; se non altro le conseguenze sono state limitate, e comunque il contesto era molto coreografico: in mezzo a Market Street. San Francisco è il ricordo di un uomo anziano di colore – la sua immagine nella memoria si confonde con quella di Morgan Freeman – che ci ha offerto la colazione perché gli avevamo sorriso, e ciò è stato un grosso sollievo dopo gli sguardi ostili e carichi di rancore dei coloured della Grande Mela, che ci rimproveravano di trovarci – malgrado fossimo a Manhattan – nel posto sbagliato il giorno sbagliato nell’ora sbagliata. San Francisco è il pensiero del Big One che non ci ha mai del tutto abbandonato durante la nostra permanenza. San Francisco è una città fantasma vista da Sausalito in un mattino di agosto di luce diffusa dalla bruma della baia. San Francisco – purtroppo – è anche immagini di volti devastati dall’AIDS, quando ancora i trattamenti farmacologici contro tale sindrome non avevano raggiunto l’efficacia attuale.
A quell’epoca probabilmente Marc Bianchi non aveva nemmeno iniziato a suonare e il progetto Her Space Holiday non aveva ancora fatto capolino tra i suoi pensieri, quindi in teoria di punti di contatto con quei mie ricordi, se non la mera dislocazione geografica, non dovrebbero essercene. Ed invece quando lo ascolto non posso fare a meno di collegare le due esperienze e trovo che il suo stile sappia rispecchiare fedelmente le sfumature di quella area urbana così peculiare. Non è da molto che lo seguo, in quanto è stato necessario lo splendido video di My Girlfriend’s Boyfriend per accorgermi di lui (pensavo fosse un classico clip Shynola e invece è di bubble&squeek).
Mi sono avvicinato al suo nuovo album The Past Presents The Future con una buona dose di ottimismo, ed è stato un vero piacere ritrovare le stesse atmosfere eteree ed un po’ futuriste. E’ un genere molto distante da quello che più mi esalta, ma se ho necessità di ascoltare una musica che mi sappia rilassare evitando l’effetto collaterale della induzione alla narcolessia, la selezione comprende certamente Her Space Holiday e la sua capacità di miscelare magistralmente elettronica, archi e fiati.
Del disco che esce il 27 settembre Marc Bianchi mette generosamente a disposizione ben tre brani (anche se solamente a 112 Kbps), tra cui il più significativo The Weight Of The World:

Forever And A Day
The Weight Of The World
A Match Made In Texas

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5 Risposte to “Her Space Holiday”

  1. Sausalito di si stampa nella memoria e non c’è altro da fare se non rassegnarcisi… 😉

  2. Davvero Shatzy. Se non fosse stato per il fatto che ero già perso, lì certamente qualsiasi ulteriore remora si sarebbe dissolta. Anche a costo di sembrare un inguaribile romantico un po’ troppo sdolcinato… ;]

  3. A te devo molte “scoperte”. Il gruppo in questione non lo conosco, se non di fama. A San Francisco non ho ancora avuto la fortuna di andare, nonostante la conosca piuttosto bene grazie ad un caro e vecchio telefilm con Micheal Douglas. Che dire, la curiosità grazie alle tue capacità di collegare la musica alle tue personali (ed interessantissime, direi) esperienze cresce esponenzialmente. Mi hai dato l’ennesimo motivo per approfondire. Grazie Majico. Ciddu

  4. Ciddu mi ripeto: grazie a te! Solo per fare un paio di nomi: Ian Broudie (Smoke Rings è un capolavoro assoluto) e i The Boy Least Likely To sono indicazioni dal valore incommensurabile. Alla prima occasione propizia è d’uopo una pinta per parlare di newrock e Florida. ;]

  5. Ian è Ian, anche in veste di produttore (non scherzo quando dico che per me è fra i nomi di punta per quanto riguarda il settore). I ringraziamenti li rigiro subito di nuovo a te, visto che mi hai ricordato che gli Echo and the Bunnymen sono ancora un grande gruppo. Per la pinta no problem. Al primo gig che conta. Ciddu


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