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"Are You a mod or a rocker? I'm a rod!"

Nobody Should Starve [Reprise]

Ancora una pausa all’aperto e quindi alle 17:40 l’unica puntata a Parigi per i Muse: Matt Bellamy e compagni si esibiscono con un suono molto più duro del solito in Hysteria, Bliss, Time is Running Out e Plug In Baby. Più che di musica si disquisisce a riguardo delle qualità estetiche del frontman, con due partiti femminili che si fronteggiano. Nel frattempo (e potranno essere recuperati solo grazie alla differita di World) i Keane impazzano a Londra con Somewhere Only We Know, e se solo avessero una chitarra nella band potrebbero diventare davvero grandi. Segue, ma non ci posso giurare, One Day Like Today. Si sveglia anche Philadelphia, e Will Smith si esibisce nella sua proverbiale faccia tosta con un discorso ben articolato, che vuole celebrare l’Interdependence Day.

A Londra è la volta delle bandiere con la croce di Sant’Andrea per i Travis, che quasi timidamente si propongono con Sing, poi Side che diventa un medley con Staying Alive in falsetto e viene seguita dalla bellissima Why Does It Always Rain On Me? Bob Geldof sarà anche Sir ma non riesce a resistere alla tentazione di cantare su un palco così prestigioso e tutto sommato se l’è anche meritato.

La sua I Don’t Like Mondays, supportato dai Travis che sono rimasti sul palco, non lascia affatto a desiderare. E’ quindi il turno di Brad Pitt, in versione ossigenata, a fare cadere un po’ di mascelle all’audience femminile, che può anche apprezzare la sua bella voce bold che recita un monito di indubbia efficacia e introduce Annie Lennox. Il tempo di apprezzare Why e Sweet Dreams, per passare al palco Canadese che propone Back To You di Bryan Adams. La stanchezza inizia a farsi sentire, il pollice è anchilosato. Ma gli UB40 a Londra propongono il miglior set di fiati della giornata, e allora via con Ivory Madonna, Red Wine e I Can’t Help Falling In Love. Ci si rifiuta di seguire Snoop Dogg, e ci si rianima solo per i Razorlight, grintosissimi nonostante siano matricole e con il leader Johnny Borrell particolarmente ispirato ed agitato, tanto da saltare giù dal palco e mettersi a torso nudo al secondo pezzo Golden Touch, dopo che avevano esordito con l’ultimo singolo Somewhere Else. Chiude per loro Allright e un “sign that fucking petition” che lascia pochi dubbi sullo stile di Borrell. Si potrebbe continuare sino a notte fonda, ma la cena non può essere procrastinata, e un po’ ad intermittenza si scorgono i The Killers elegantissimi nei loro completi bianchi, i (o le?) Scissor Sisters, e anche uno sprazzo di Mosca dove i Pet Shop Boys si producono in una Go West particolarmente poptronica. Infine Sting con Message In A Bottle e Every Breath You Take. Ma resta il rammarico di avere mancato i Pink Floyd che hanno proposto Wish You Were Here e Confortably Numb con la lineup originale. Del resto non volevamo fare la fine di Filippide…

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9 Risposte to “Nobody Should Starve [Reprise]”

  1. a me, da fan, interessavano solo i pink floyd. che dire? ero pronto a qualche commento ultra-cinico e invece, nonostante non mi piacessero le canzoni scelte, mi sono sinceramente emozionato. tra l’altro mi hanno fatto notare che gilmour (quello più in forma, a mio parere) e malcolm mcdowell sono la stessa persona. ho visto anche elton john con doherty. grande personaggio doherty. e comunque qualcosa in comune ce l’hanno: non lo sai che elton john ha un debole per i giovani drogati? pare che sia stato lui a salvare robbie williams dalla droga. e ora probabilmente vuole fare la stessa cosa con doherty. come dice l’amico fricat: domani è un elton john.

  2. Vero emmepi, sembrano separati alla nascita, anche se David è un po’ più corpulento. Hanno solo tre anni di differenza (DG è più giovane).
    No, non sapevo di EJ e RW. Ti dirò che per EJ nutro una forma di repulsione. (Non sono omofòbico: per esempio provo molta simpatia per Rupert Everett). Quindi non mi interesso a nulla che sia attinente a lui. Se “salvasse” Doherty, comunque, farebbe una buona cosa e avrebbe la mia stima. Perchè il talento del giovane non si discute…

  3. Al di là delle implicazioni politico-sociali dell’evento – che si possono appoggiare o meno – e del fatto che alcuni artisti ci mettano la faccia per la buona causa ma poi, quando arriva il momento di pagare, si scordano dei loro tour oceanici da 300 milioni di dollari, il live8 mi è sembrato un bel concertone, con Lineup ineccepibili. A presto. Ciddu

  4. a me questi pink floyd emozionano sempre un po’…aaah (sospiro)

  5. anche i velvet revolver erano strafatti (tranne slash, credo, ma non è una novità…) e nell’intervista del dopo-esibizione l’amico weiland ha detto di non aver mai suonato davanti a così tante persone, tranne una volta nell’antica grecia. momento imperdibile. come l’intervista nel backstage della stessa presentatrice della bbc a robbie williams, che dopo avere fatto i complimenti alla giovine donzella, le ha proposto (con movimento pelvico) di “get it on, get it on”, proprio qui, davanti a tutti, famolo in diretta… eh, se non ci fosse la bbc, che farei? laito

  6. Ciddu, nessuno può negare che per i gruppi, specie quelli meno roboanti, sia stata una grossissima opportunità per farsi promozione. Le contraddizioni sono state tante, in ogni caso, ma in funzione di un obiettivo elevato, i distinguo passano in secondo piano. Buona estate, divertiti in Florida!

    Lelì: sempre e non poco! ;]

    Andrea non ho pensato di buttare un occhio alla BBC, in effetti, poteva essere molto interessante. Però con Sky 109 ci siamo risparmiati le chiacchere e concentrati sulla musica. Divertente il siparietto del famolo live…

  7. Grazie caro Monte. Anche se prima ho da finire gli esami e vedere i Coldplay. Ciao. Ciddu

  8. si cmq caro monte, mtv ha fatto come al solito cagare (domenica). a parte la scelta(discutibile)sul chi farti vedere, hanno usato come jingle i franz ferdinand, illudendomi non poco (e tu mi hai già capito ;)). giocare con i miei sentimenti mi sembra poco corretto..salvati in corner con i pink floyd 😉

  9. Altrochè Lelì, falsi e mendaci! Del resto a parte Brand:New non si salva più nulla, e anche quell’oasi felice è ormai fortemente contaminata!


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