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"Are You a mod or a rocker? I'm a rod!"

Oasis

Oasis - Dont't Believe The Truth

Una delle valutazioni più difficili da effettuare, è da una ventina di giorni che rimane nel limbo degli ascolti, e questo fatto è già indicativo di per sé. Quindi l’uscita ufficiale venerdì, l’acquisto pressoché obbligato (non si può certo interrompere la discografia completa proprio ora?), non tanto per quello che esprimono ora, ma come una sorta di debito di riconoscenza per quello che hanno rappresentato negli anni, trascinandoci di forza in un genere, il britpop, che forse avremmo potuto vivere in maniera più distaccata. Il 1994, le prime esperienze sulla rete (quando ancora di parlava di gopher, BBS e si viaggiava a 1200 bit – bit eh – non Kbit…), un amico australiano del New South Wales che ti schiude le porte di uno degli esordi più stupefacenti di quegli anni: Definitely Maybe. Ma ancora di più dirompente sarà quell’album che seguirà, quello dallo strano titolo che si rifà all’alzabandiera mattutino: (What’s The Story) Morning Glory?, letteralmente consumato e che ha scandito uno dei passaggi più emozionanti della vita come l’attesa del primo discendente e la sua venuta al mondo. In confronto a tanto valore aggiunto le idiozie e le farneticazioni dei fratelli Gallagher passano in secondo piano, in quanto ascoltare la voce di Liam e seguire i testi e la trama musicale di Noel rappresenta sempre una sorta di appagamento subliminale. Tra l’altro si è aggiunto nel tempo Andy Bell, un altro interprete che mi aveva regalato un disco apprezzatissimo nella sua incarnazione Hurricane #1 (Smoke Rings dall’ EP Step Into My World è un pezzo da cui non riesco a privarmi).
Quindi, nonostante tutti i segnali potessero essere piuttosto negativi a riguardo di Don’t Believe The Truth, ho approfittato del week-end scorso e di una serie di ascolti ciclici in auto insieme a colei che è la loro maggiore sostenitrice, per carpire le sue reazioni, probabilmente meno prevenute delle mie. Il risultato è piuttosto omogeneo invece, ed unanimemente è piuttosto semplice: il disco è piacevole, scorre anche via bene, ma alla fine realizzi che nessuno di questi 11 pezzi entrerebbe in un ipotetico “Best Of” dei mancuniani. Il suono registrato agli Olympic Studios di Londra è pulito ed ulteriormente raffinato dal mixaggio al The Village di Los Angeles, però da solo non può certo bastare a sopperire alla mancanza di ispirazione che sembra ormai ineluttabilmente accompagnare questo gruppo che probabilmente non riuscirà mai più a raggiungere le vette dei titoli menzionati poc’anzi. Manca la “fame”. E poco aiuta il ricorso ai riferimenti ai mostri sacri britannici dagli Who agli Stones, oltre ai soliti quattro di Liverpool, a cui abbastanza sorprendentemente si aggiunge un richiamo allo Springsteen di The River (in Mucky Fingers, con tanto di armonica). Se dovessi proprio indicare due pezzi per cui vale la pena di far finta che non siano passati diec’anni, dico Part Of The Queue e Keep The Dream Alive.
Però togliete quel cazzo di tamburello a Liam…

Valutazione 3.8 su 5.0

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10 Risposte to “Oasis”

  1. fantastico, il gruppo di ascolto è roba professional, povero liam gli hanno dato il tamburello… era la cura alternativa al fare i cestini di vimini:)

  2. Del resto Vou, stava con una che non era da meno, quanto a stranezze… Ti ricordi quella dell’urna cineraria?

  3. Sono passati 10 anni, in effetti. Anche per M. Moratti.

  4. ah ah ah ah è la prima volta che ti vedo scrivere una parolaccia.
    detto ciò non credo di scaricarlo questo disco, la mia collezione si ferma ai due dischi da te citati.
    ps. ad un primo ascolto mattutino mi sa che ci si dovrà fermare al secondo disco anche per i coldplay… 🙂

  5. mmmm, non ho ancora ascoltato ma sono dubbiosa.
    scarico?

  6. Antò, qui si è la prima. Sai che hai ragione, quando ieri sera ti dicevo che X & Y non sembrava male ero alla quarta traccia, dopodichè inizia una sequela di pezzi smielati che fanno venire la nausea, nonchè una spiacevole sensazione di appiccicaticcio. Tra l’altro da quando ho ascoltato The Speed Of Clock (che sputtana il singolo), ho perso un po’ della stima che riservavo a Chris Martin e soci. Bella voce, non c’è che dire, bellissima compagna (sbav…), ma lo vedo un po’ partito per la tangente.

    Pimms, sicuro, lo sforzo del download lo merita. Poi, se davvero sei regredita a quindicenne, magari ti potrebbe piacere anche X & Y… ;P

  7. Ecco il post che avevo dedicato sul mio blog..
    “Finalmente, dopo lunga attesa, è uscito “Don’t believe the truth”, il sesto album in studio degli Oasis. Inizio subito con il dire che gli ultimi cd mi avevano lasciato un po’ dubbioso riguardo la vena creativa dei fratelli Gallagher. Ma memore dello stupendo album d’esordio “Definitely Maybe”, e sopratutto del capolavoro assoluto “What’s the story, Morning Glory?”, in onore ai momenti che mi hanno regalato in passato, mi sono precipitato a mettere le mani sull’ultimo uscito. Dopo qualche ascolto, posso dire che l’album è perfettamente in linea con le loro ultime produzioni….il sound è sempre quello, la voce di Liam scatena sempre qualche brivido, ma tutto appare troppo “precotto”, senza quella freschezza e quella rabbia casuale degli esordi. Qualche momento degno di nota, si trova in brani come Let there be love e Keep the dream alive….troppo poco per noi supersonici di vecchia data?”

  8. E’ praticamente identico, anche nello sviluppo, non solo nei giudizi. Mi fa piacere che ci sia comunione di vedute, e penso che sia un fatto piuttosto comune tra coloro che devono tanto a questa band.

  9. sono Luca…ma come si fa a dire ”togliete quel cazzo di tamburello a Liam” quando,quel tamburello,è l’emblema della musica rock degli anni 90,e niente meno che il cult di uno dei frontman migliori degli ultimi 20 anni?ragazzi non diciamo fesserie..

  10. Ciao Luca di Brescia (non è una discriminante, è solo per distinguerti con l’altro Luca – di Vicenza se non erro – che frequenta questo luogo), tutto quello che è scritto quissopra non si prende assolutamente sul serio. Altrettanto lo si dovrebbe fare leggendo, e sempre leggendo quanto ha preceduto quella frase, molto indulgente con i fratelli Gallagher, capiresti anche il suo contesto. Ad ogni modo, non considero Liam il frontman degli Oasis, lo è molto di più Noel (avrai forse avuto modo di assistere al disgraziato concerto al Forum dove la sua assenza ne aveva clamorosamente palesato il fatto). A maggior ragione non lo considero uno dei migliori degli ultimi 20 anni. Per quanto riguarda il tamburello, poteva avere forse un senso negli anni novanta, appunto, adesso – ma anche due anni fa quando ho scritto questo post – è del tutto anacronistico. Sempre del tutto rigorosamente IMHO. ;]


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