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"Are You a mod or a rocker? I'm a rod!"

Yuppie Flu

Yuppie Flu - Toast Masters

Dieci giorni fa sono rimasto davvero stupito quando ho trovato nell’aggiornamento degli ultimi brani aggiunti alla playlist della radio Londinese XFM, un vero punto di riferimento, il nuovo singolo degli Yuppie Flu: Our Nature, estratto dal loro quarto album Toast Masters uscito all’inizio di aprile in Italia. Che fossero un gruppo indie italiano con credenziali di tutto rispetto lo si era capito da tempo, ed anche il precedente Days Before The Day del 2003 ne era stata l’ulteriore riprova. Se organizzazioni come XL e Rough Trade si sono mosse per loro non può essere un caso, ed è anche il motivo per cui, al di là delle effettive qualità, siano potuti arrivare alle orecchie degli ascoltatori di XFM e BBC.
E’ quindi con una certa impazienza che ho atteso di poter ascoltare Toast Masters, e se di solito ad elevate aspettative fanno riscontro delusioni più o meno accentuate, non è certo questo il caso. Credo che la formazione di Ancona (che deve il suo nome ad una sindrome di affaticamento cronico diffuso tra i colletti bianchi newyorkesi negli anni ottanta), cambiata in alcuni suoi componenti ma sempre guidata dal vocalist/chitarrista Matteo Agostinelli, con questo disco abbia compiuto il passo decisivo verso la definitiva consacrazione, anche internazionale.
Toast Masters è un album molto più diretto ed immediato rispetto ai precedenti, meno indie e più rock’n’roll, ma questo a mio avviso non è proprio un difetto. Tra l’altro avrà il vantaggio che potrà risultare molto più adatto alle esecuzioni live di Days Before The Day che aveva creato più di un problema di adattamento. Insieme alla (parziale) conversione poprock, arriva un atteggiamento più ottimista che si riflette sui testi e sui ritmi dei brani, la cui qualità media è estremamente elevata. Il singolo infatti, perfetto per la programmazione radiofonica e brand:new, non è neppure una delle migliori tracce. La mia preferita in assoluto è la seducente ballata che chiude il disco: Europe Is Different, il cui messaggio è totalmente condivisibile (è facilmente immaginabile quale sia il termine di comparazione). Tra le altre dieci tracce, oltre al già citato singolo, non si può evitare di citare l’ouverture con Glueling All The Fragments, e quindi Together e Better Than Ever.
Il “suonano come…” per questo disco si potrebbe tralasciare, perché si nota abbastanza chiaramente l’intenzione di evitare il citazionismo che affligge molti dei gruppi italiani di questo genere, ma certamente le origini alla Pavement non vengono rinnegate, e alcune sfumature alla Flaming Lips neppure. Insomma, come scrive sul loro sito il tastierista (nonché webdesigner del sito stesso) Dodo con una buona dose di ironia: “un disco che non vi farà pentire di averlo scaricato…”

Valutazione: 4.2 su 5.0

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23 Risposte to “Yuppie Flu”

  1. Toast Masters è verde è alberi è uccellini, io lo ascolto guardando il mare e sono felice.

  2. E’ un peccato poterlo solo immaginare, il mare. Io lo vedo dalla finstra di camera mia, non so se potrei farne a meno.

    In ogni caso, è un bel posto questo. 🙂
    E complimenti per la recensione.. ora io sono in attesa di rivederli dal vivo, a maggio, gli yuppie.

  3. uao! posso spendermi una stronzata sentita in metro un paio di mesi fa: “yuppi-flu? ah, dovrebbe essere un gruppo tributo a celentano…”
    purtroppo non sono riuscito a vedere in faccia chi ha pronunciato una cosa simile…

    lo scaricherò quanto prima, certo di non pentirmi del “sacrificio”
    ;]

  4. uahaha, bella questa di celentano! gh.

  5. wow! che tempismo! sono contenta che questo post sia stato scritto oggi, perchè stasera verrà presentato toast master al covo. sarà una festa con sorpresa, dicono. ma che me lo ricordo a fare! tanto non ci andrò…

  6. Immagino Diandra che sarebbe davvero difficile farne a meno, del mare, avendolo sempre avuto di fianco. I tuoi apprezzamenti sono davvero graditi, anche a me il coniglio rosa è piaciuto parecchio.

    Shirk, meno male che sei siamo in pochi ad usare lo smile quadro, altrimenti avrei avuto difficoltà a riconoscerti! ;]
    ROTFL, i tuoi viaggi in metropolitana sono sempre ricchi di spunti!

  7. Già Monotono, e domani sera a Legnano al Jail, anch’io blindato e quindi impossibilitato. Sarebbe comunque stato certamente meglio il Covo, e leggo con soddisfazione che anche a Polaroid è piaciuto parecchio. Del resto la Homesleep è di Bologna, quindi giocano in casa…

  8. vado un po’ OT ma volevo ringraziarti per un disco che ho approfondito grazie al tuo post, parlo dei LOUIS XIV. Il disco è pazzo, e il loro essere così bizzarri e strani mi piace tantissimo. Pitchfork gli dà 1.5 o qualcosa del genere, ma pensa te…

  9. Figurati Boss, grazie a te per il rifornimento continuo di anteprime di primissima scelta. Confermo a distanza di tempo il giudizio sui Louis XIV, e anche questa volta quelli di Pitchfork hanno voluto fare i fenomeni. Ho letto invece altre recensioni più equilibrate e conseguentemente piuttosto positive. Fuori dagli schemi, ma proprio per questo apprezzabili.

  10. MORTE AGLI YUPPIE FLU

  11. Addirittura, MP! 😀

  12. tu lo sai che sono un moderato 🙂 uhm, insomma, come dire… non mi piacciono. sentiti pezzi in passato, visti ieri a brand new, niente da fare.

  13. Il coniglio rosa ringrazia. 🙂

  14. Lo sto riascoltando. Mi ha sorpreso. Mi ha fatto sorridere. Mi ha fatto riflettere…ottima musica. La colonna sonora ideale per questo fine aprile finalmente primaverile. Ciao!!

  15. l’entusiasmo suscitatomi dal bel days before the day andò letteralmente a sbattere contro un’esibizione live dalle mie parti lo scorso luglio (considera anche che la sera prima sullo stesso palco avevo visto benvegnù, e da quel giorno la mia vita non è stata più la stessa…): imprecisi, cantante stonatissimo e pezzi alla lunga un po’ tutti uguali. magari fu solo una serata storta, però ci rimasi proprio male. proverò a dar loro un’altra possibilità.
    buon w.e.

  16. ps. ah dimenticavo, però al banchetto del merchandising vendevano delle bellissime magliette. e sai che per noi indie-kids alla fine è quello che conta. 😛

  17. ohhh certo giocano in casa…..e presto la homesleep avrà una nuova home…ma no posso dire di più…forse in privato..

  18. uh??

    cmq quando li ho visti io dal vivo, lo scorso agosto, mi erano piaciuti molto, sì.. ma al banchetto del merchandising non c’erano affatto belle magliette! (anzi, ne era rimasta giusto una di numero, brutta.):'(

  19. ciao Monte, innanzitutto io e Valderrama volevamo ringraziarti per i complimenti!!!

    Conosci ormai il mio odio per i gruppi Indie italiani, e gli yuppie flu ne sono i capostipiti…
    in effetti ho avuto modo di incontrarli in diverse occasioni e sono persone un pò tristi, come ogni indie rocker che si rispetti…

    ma loro, rispetto agli altri, hanno qualcosa in più: sanno scrivere canzoni, sanno arrangiarle, sanno produrle… e queste cose in Italia credo quasi nessuno sappia farle.

    Poi vabbè, dal vivo sono una puzza e siamo tutti d’accordo, ma effettivamente gli arrangiamenti del vecchi disco non erano proprio facilissimi da trasporre live…

    che dire quindi, caro, saluti e baci, ovviamente ho messo subito a scaricare il disco 🙂

    G.T.

  20. Il disco l’ho comprato dieci giorni dopo la sua uscita, prima di acquistarlo pero’ come al solito l’ho scaricato. Il pezzettino finale di Stray On Fire secondo me merita almeno il download.

    A presto

    Rick

  21. Discone clamoroso. Punto. Ciddu

  22. Il problema di riprodurre live Days Before The Day è stato di tale portata da causare divergenze all’interno del gruppo che hanno determinato la defezione di un paio di componenti, così racconta Dodo nella (auto)bio sul loro sito, e per contro ha consentito la sterzata vero sonorità più autentiche.

    MP, il fatto che tu non sia moderato è una delle caratteristiche che ti rende speciale, hardcore! :]

    Vero Kassoviz, molto primaverile, forse è per quello che hanno anticipato l’uscita originariamente prevista per settembre.

    Penso che se la meritino Antò, mi interessa parecchio il tuo giudizio al riguardo. Design e colori sempre ricercati, che ben si adattano al merch, mi piace anche il sito, relativamente semplice ma vissuto in prima persona.

    Monotono, immagino di cosa si tratti… :]

    Ciao G.T., i miei omaggi a te e Valderrama. Proprio per le tue valide ragioni sarà interessante capire se questo disco lo reputi ad un livello più adeguato a ciò che ci aspettiamo dall’indie in Italia.

    Ricky hai ragione anche Stay On Fire sarebbe da includere negli highlights, ma in realtà sarebbe più semplice indicare quali pezzi non lo sono, e sono davvero pochi, giusto un paio.

    ApPunto, Ciddu. 🙂

  23. cotequino, penso che le cose in termini di produzione siano molto cambiate in Italia. quello che esce dalla sauna di varese (Candies e Bartok, tanto per fare gli esempi che conosco), o il giro bolognese (Homesleep etc.), i dischi di ODM e Super Elastic Bubble Plastic, suonano tutti un gran bene.


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