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"Are You a mod or a rocker? I'm a rod!"

When You Die, All You Want To Do Is Come Back

The Jacket

Claustrofobico. E’ certamente l’aggettivo più adatto. Non tutti potranno apprezzare questa pellicola, che comunque ha oggettivamente degli aspetti di rilievo. E’ necessario essere dotati di una certa benevolenza nei confronti dei paradossi temporali derivanti dai quantum leap (tra il 1992/93 ed il 2007 nella fattispecie) per accettare la struttura portante della narrazione, nonché di una provata capacità nel sostenere ambientazioni cariche di angoscia ed ansietà come possono essere quelle di un ospedale psichiatrico dove vengono utilizzate delle terapie non propriamente ortodosse. In ogni caso per la visione è consigliabile scegliere una sala dotata di poltrone comode e spaziose, per evitare che l’oppressione provata dal protagonista rinchiuso in un cassetto della morgue dell’istituto avvolto nella camicia di forza (altrimenti detta the jacket) possa diventare una sensazione vissuta in prima persona.
Gli aspetti che possono invece piacere sono innanzitutto la regia di John Maybury, un inglese che appartiene alla generazione punk ’77, che prima di questo incarico aveva ottenuto i risultati migliori nel mondo dei videoclip, realizzando ad esempio quelli dei The Smiths e di Morrissey, nonché il celebre Nothing Compares 2 U di Sinead O’Connor, ed inoltre l’interpretazione come protagonista di Adrien Brody, non a caso Oscar nel 2002.
Maybury riesce a sfruttare appieno l’espressività di Brody e la sua caratterizzante morfologia facciale con frequenti close up strettissimi di bocca, occhi e profilo parziale del viso. E riesce a mettere a frutto l’esperienza accumulata nei VM con un utilizzo differenziato della saturazione dei colori in funzione al fatto che le immagini si riferiscano al passato, al presento o al futuro ed altre soluzioni che nell’insieme esaltano l’impatto emotivo della sceneggiatura (ispirata da un racconto del 1915 di Jack London: The Star Rover pubblicato nel Regno Unito con il titolo The Jacket).
E che Maybury di musica se ne intenda è abbastanza chiaro, tant’è vero che ha demandato a Brian Eno la realizzazione dello score, che replica la sua apparizione nell’OST di un altro film inquietante: 28 Giorni Dopo. Ma il regista non si accontenta e, dopo una attenta ricerca, scova un gruppo alternative californiano, i Jane Doe’s, il cui vocalist Andy Tubman vive quotidianamente a contatto con quel mondo da descrivere, dato che esegue terapie musicali all’interno di istituti psichiatrici. A lui chiede di comporre un brano che sappia adeguatamente rappresentarne lo spleen, e per descrivere l’acustico risultato non si può che ricorrere all’aggettivo inglese haunted, che non trova appropriato corrispettivo in italiano.

Jane Doe’s – Quiet Inside mp3

Sui titoli di coda appare anche una non meglio identificata versione di We Have All The Time Of The World (che è anche la risposta all’ultima line del film), che azzardando potrei addebitare ai My Bloody Valentine, mentre un autoradio durante una scena cruciale diffonde Unbelievable degli EMF.
Per quanto riguarda Keira Knightley, l’incondizionata simpatia che provo per lei non mi impedisce di riconoscere che probabilmente non è del tutto adatta al ruolo che, specie nella prima parte, la vorrebbe turbata e dedita all’alcool. Aveva tutto sommato ragione Maybury a non volerla neanche ammettere al casting, ma l’ostinazione con cui Keira si è battuta per ottenere la parte ha avuto il sopravvento.

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5 Risposte to “When You Die, All You Want To Do Is Come Back”

  1. La tua simpatia per la suddetta attrice è ben nota da tempo. Di questo film me ne hanno parlato molto bene. Vedrò di godermelo a breve. Cambiando discorso… Oasis a Milano fra un mese. Amici mi hanno chiesto se li accompagno. Ho accettato. Se trovo i biglietti sarò della ciurma. Tu che fai ????? Ciddu

  2. Non ho mai girato le spalle ai Gallagher, Ciddu, neanche quando mi hanno propinato un concerto senza Noel al Forum. E considerando che è il gruppo preferito di qualcunA, difficilmente mancheremo all’Alcatraz. Sperando di trovare i biglietti, ovviamente. ;]

  3. Perfetto, speravo in una risposta del genere. E stavolta non mi scappi in zona bancone. Offro io, per svariati motivi, fra cui il fatto che sei una continua fonte ispiratrice. A presto allora. Ciddu

  4. Maledizione, qui lo danno in un cinema che odio…

  5. Grazie Ciddu, berrò per dimenticare… ;]

    Garnant, se lo odi a causa dello scarso comfort che offre, allora può essere un problema…


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