tangerineshade
"Are You a mod or a rocker? I'm a rod!"

Hot Hot Heat

Hot Hot Heat - Elevator

Avevo già parlato degli Hot Hot Heat e della cittadina da cui provengono, Victoria sulla Vancouver Island, Canada occidentale, nella precedente incarnazione di questo spazio web. Si era appena reso disponibile un brano del nuovo album, e la speranza di poter ripercorrere le stesse soddisfacenti tracce di Make Up The Breakdown, il loro esordio del 2002, era abbastanza concreta.
Tra il primo ed il secondo album i quattro ventenni della British Columbia con origini punk-rock hanno effettuato il grande passo, approdando ad una major come la Warner. Ciò ha sicuramente giovato da un lato, concedendo al gruppo un notevole ampliamento dei mezzi a disposizione, consentendo quindi un incremento delle ore in studio per poter affinare l’affiatamento ed un integrazione di strumenti secondari ed effetti per meglio confezionare e rifinire i brani, ma d’altro canto sembra essere svanita quella immediatezza e freschezza che avevano contraddistinto l’esordio.
Leggo recensioni entusiastiche di Elevator e sinceramente mi domando dove sto sbagliando nella valutazione in quanto non riesco ad estrapolare quali siano gli spunti che determinano tale incontenibile trasporto. Certamente sono presenti tracce di rilievo come la già ascoltata Goodnight, Goodnight e The Island Of The Honest Man in particolare (dove è possibile distinguere sfumature ska) ed anche Middle Of Nowhere e Dirty Mouth, ma non riesco ad accendermi per You Owe Me An IOU come invece dimostrano di fare molti (IOU è l’acronimo di I Owe You – te lo devo / sono in debito con te – e quindi il titolo è un gioco di parole). E’ vero, rispetto al precedente lavoro hanno portato il minutaggio complessivo dell’album a livelli più adeguati, con 13 tracce (in realtà numerate dall’1 al 15 aggiungendo un interludio e scaramanticamente nascondendo la 13) tra le quali solo un paio possono essere declassate a riempitivi. Però, considerando anche la presenza e collaborazione dei connazionali The Unicorns (purtroppo già disciolti dopo un’abbagliante apparizione) con cui avevano condiviso molti palchi, rimango dell’idea che ci si potesse aspettare qualcosa di più.

Goodnight, Goodnight: audio mp3
Goodnight, Goodnight: video Media Player
The Island Of The Honest Man: audio mp3

Valutazione 3.8 su 5.0

Annunci

8 Risposte to “Hot Hot Heat”

  1. Credo che più in generale si possa parlare di massificazione del prodotto indie. Vuoi perché tanti pezzi dei nostri gruppettini finiscono a fare da colonna sonora per telefilm post-adolescenziali o perché anche il mercato si è accorto del potenziale effettivo del genere. Se devo essere sincero quando qualcuno compie il grande passo io, forse esagerando, un pochino mi dispiaccio. Volenti o nolenti quando i ragazzini passano sotto l’ala protettiva delle major perdono qualcosa. Fortuna vuole che abbiano saputo mantenersi su un più che lodevole 3.8…. Un saluto. Ciddu

  2. Analisi perfetta Ciddu, che sottoscrivo in pieno. L’aspetto positivo è che *magari* il livello medio della musica mainstream possa migliorare.

  3. condivido pure io l’analisi del buon ciddu.
    dischetto più che piacevole x la primavera
    ;]

  4. passaggio.saluto.bacio.abbraccio.sorriso.stop

  5. io, come un democristiano provetto, mi trovo perfettamente a metà tra le due posizioni da voi espresse. Tanta gente, quando “smells like teen spirit” passava a palla su mtv storceva il naso e parlava di “sputtanamento”, però col senno di poi, quel video fu l’inizio di una stagione indimenticabile del rock, anche mainstream.
    ora scusate che vado a piangere in un angolo 🙂

  6. Certo, ma il problema non è tanto quello di un “prodotto” di qualità che ottiene un vasto successo commerciale, l’aspetto invece che può preoccupare è che la band o l’autore, passando da un’etichetta piccola e indipendente alla major, sia propenso a cedere a logiche che strizzano l’occhio al risconto commerciale, compromettendo probabilmente il livello qualitativo. Però se Sesa segna allo scadere tutto si sistema, vero Antò? ;]

  7. el pampa gonfia la reteeeeee… 🙂
    ps. ti consiglio “non desiderare la donna d’altri”, un po’ una mazzata, però molto bello.
    ————–
    restando sullo stesso esempio fatto prima… beh, “in utero” fu un album molto rischioso per un gruppo che aveva appena raggiunto la celebrità mondiale. e il risultato fu spettacolare.
    i mestieranti in definitiva ci sono sempre e ovunque, ma se si ha un po’ di orecchio, di sensibilità e di amore per la musica, li si sgama subito.
    ciao bello

  8. Ottimo, il danese l’avevo tenuto d’occhio, se mi confermi che è valido non scappa.
    ————
    Hai ragione, non è produttivo generalizzare, ne’ essere prevenuti con chi approda ad una grande etichetta, basta drizzare le orecchie. E le tue sono tra le più affidabili!


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: