tangerineshade
"Are You a mod or a rocker? I'm a rod!"

Tar Heels & Crooked Fingers

Sean May - North Carolina Tar Heels

Metà anni 80. La pallacanestro assorbiva la maggior parte del tempo libero, ed oltre a praticarla in maniera attiva, giocando in una squadra che partecipava ad un campionato minore, l’appuntamento fisso era rappresentato dalle partite interne della squadra di Milano, quella che negli anni 60 si era guadagnata gloria e l’appellativo di Scarpette Rosse, in quanto i suoi giocatori calzavano proprio quelle Chuck Taylor che più tardi diventeranno una delle icone indie. La passione era tale che il fatto che la partita fosse terminata non era sufficiente per farmi abbandonare il palazzetto, c’erano le interviste in sala stampa da ascoltare, grazie all’aiuto di un amico complice. E nell’attesa nei pressi degli spogliatoi capitava spesso di imbattersi nelle famiglie e negli accompagnatori dei giocatori, anche quelli avversari, ovviamente. Tra questi ricordo molto vivamente la bella e simpatica famiglia di Scott May, giocatore che grazie alla sua intelligenza cestistica ha sempre fatto le fortune delle squadre in cui ha giocato, ad iniziare dall’Università di Indiana che ha portato al titolo NCAA, passando poi alla sua carriera italiana che l’ha visto battersi per Torino e Livorno, tra le altre. Beh, mi ricordo di sua moglie Debbie e del suo secondogenito Sean, un vivacissimo marmocchio che girava con una palla a spicchi più grossa di lui, e che cercava già di indirizzare verso quell’anello posto all’irraggiungibile quota di 3 metri e 5 centimetri. Impossibile non sorridere e resistere alla tentazione di mettersi a giocare con lui.
A quasi vent’anni di distanza è stato decisamente emozionante ritrovare quel piccolo marmocchio catapultato al centro di uno degli eventi più importanti dello sport statunitense: la finale del torneo NCAA, soprannominato March Madness proprio per lo stato di eccitazione che genera nei tifosi della palla-a-spicchi. Il basket universitario è in teoria il basket più puro (He Got Game di Spike Lee ne regala un interessante spezzato), quello a cui guardano gli amanti della tattica e tecnica del gioco di squadra che invece viene snaturato dalle regole NBA, sebbene il torneo professionistico possa trarre giovamento dal talento dei suoi interpreti. Ebbene il piccolo Sean May è adesso diventato un colosso di 206 centimetri per 118 kilogrammi, e gioca come ala-pivot da junior (terzo anno) nell’ Università di North Carolina. Le sue statistiche sul cammino verso la finale erano brillanti, ma è noto che solo le partite della vita, quando la palla pesa il triplo e la tensione ti taglia il fiato, sono quelle in cui vedi se la stoffa è quella giusta, e la sua risposta lunedì sera è stata: 26 punti con 10 canestri su 11 tentativi dal campo e 10 rimbalzi, una prestazione di sostanza che ha condotto i Tar Heels alla vittoria, incarnando alla perfezione il motto di North Carolina Esse Quam Videri (essere piuttosto che sembrare). 26 punti in finale, esattamente gli stessi realizzati da suo padre nel 1976. Una storia da Sfide.

Crooked Fingers - Dignity And Shame

Quasi obbligato il collegamento musicale: un gruppo indiepop del North Carolina, i Crooked Fingers il cui ultimo album, Dignity And Shame, è uscito a fine febbraio. E’ vero, i Tar Heels hanno fatto di meglio vincendo il titolo, questo è un onesto disco che però non lascerà una traccia negli annali come invece accadrà per May e compagni. Atmosfere acustiche, filo conduttore della narrazione rappresentato da Spagna e tauromachia, come si desume anche dalla copertina dove è rappresentato il leggendario torero Manolete, perito nell’arena di Linares, in Andalusia (traccia 8) per le ferite riportate nello scontro con il miura Islero (traccia 1). Twilight Creeps e Call To Love sono gli highlights di questo disco.

Call To Love mp3

Valutazione 3.2 su 5

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15 Risposte to “Tar Heels & Crooked Fingers”

  1. Letteralmente commovente l’introduzione al disco, a base di ricordi e basket. Sensazionale poi l’immagine che dai del basket universitario americano, includendo fra l’altro uno dei migliori film sportivi che la storia conosca. Che dire, cercherò di approfondire questi Crooked Fingers. Di te mi fido sempre.

    P.S. Non è incredibile che in un momento in cui a destra e a manca si parla e si riparla di British Invasion tu ci proponi gruppi americani ? Majico Monterey. Sei un vero spirito indie, sempre e comunque contro corrente.

  2. Veramente magico monterey. Parlando di basket spalanchi un portone nei miei ricordi. Dopo tanti infortuni e delusioni ho abbandonato il basket agonistico da quasi 10 anni. Niente di che per carità (2 campionati di serie D e un paio di apparizioni in C2) però mi hai fatto pensare a come vivevo le final four dei college, tra i miei 15 e 18 anni. Erano gli anni di UNLV e del basket tutta difesa, grinta e muscoli, o di DUKE schemi e tattica a tutto andare. Purtroppo non riesco a crearmi una colonna sonora. Ai tempi tra allenamenti con le giovanili e la prima squadra non avevo nemmeno il tempo per altre passioni…
    Però per un attimo lascio perdere la musica e penso di nuovo alle final four, a palazzetti e a intere comunità/college che vivevano solo per quello (mi vengono in mente Syracuse o Michigan).
    Beh che dire, m’hai fatto tornare a mente delle belle cose…

    Boss

  3. e aggiungo che He Got Game è un gran bel film, ma il migliore sul basket che conosco è quello in cui Gene Hackman è un allenatore di un minuscolo college che arriva alle finali NCAA

  4. riservi sempre piacevoli sorprese
    ciao

  5. Boss parli di Hoosiers ??? Magico. Ciddu

  6. ma come fai? ricordi conditi di magia, costante. Io non ricordo quasi ciò che ho fatto ieri e già solo per questo la mia stima nei tuoi confronti creeeesce. Figuriamoci poi quando c’è anche tutto il resto… 😀

  7. nei giorni scorsi stavo per postarti un commento nel quale t volevo dire che i tuoi post seppur belli ultimamente avevano perso qcosa , la magia che i tuoi sentimenti sanno dare loro . Oggi sono stata contenta che tu abbia personalizzato in questo modo la tua recensione ; così il tuo blog è molto più bello!

  8. passo raramente ma passo.fuori dal blog è un casino. un bacio

  9. dopo ieri sera…diamoci alla pallacanestro e non pensiamoci più…:(

  10. Vi ringrazio molto per le parole di apprezzamento, non credevo che trasparisse l’effettiva emozione che mi ha procurato questo episodio.
    Ciddu, ti confesso che questa “svolta nordamericana” è del tutto inconsapevole. Sai quanto sia legato ai gruppi inglesi e non avrei nessun motivo per cercare altrove un’alternativa. In generale non mi preoccupo molto delle etichette, e l’unica cosa che tengo in considerazione nel valutare un prodotto musicale è se genera o meno piacere nell’ascolto. Ben venga la British Invasion, quindi!
    Boss, alla menzione di Hoosiers ho avuto un fremito. Dal punto di vista “psicologia di squadra” hai ragione, non c’è un’altra pellicola che gli si possa avvicinare. Gene Hackman è strepitoso in quel film. Se hai voglia di leggere qualcosa di analogo, ti consiglio caldamente “La Mia Stagione No” di Pat Conroy. Ha – come dice il titolo – un esito totalmente differente, e se denudi il libro della patina di stantia morale yankee che purtroppo accompagna la lettura, rimane una grande narrazione di quello che può significare giocare in una squadra di università NCAA. Analogamente, qualche aneddoto della vita di spogliatoio, seppure di una squadra di Promozione, forse varrebbe la pena di raccontarlo…
    Hint, le tue sorprese sono ben più stupefacenti. Intendo come aggettivo eh, non come sostantivo! ;]
    Griffin, comprendo bene quello che intendi. Considera però che in questo caso il ricordo non è funzionale alla valutazione del disco, ma è il contrario. Mi rendo conto che la maggior parte dei post sono aridi di contenuti personali, ma questa è una scelta conscia legata anche a quanto è accaduto in passato, e purtroppo non tutti i dischi consentono un collegamento a fatti o ricordi abbastanza neutrali da poter essere riportati senza incorrere nei problemi di cui sopra. E’ una soluzione di compromesso, e come tale comporta delle rinunce.
    Disagi, non ti preoccupare della frequenza delle visite, lo sai che non conta. Ho percepito e me ne dispaccio, e molto anche.
    Lelì, con il basket ho raccolto soddisfazioni enormi negli ’80, ma negli ultimi anni non è che sia andata granché meglio, anzi, consoliamoci con quel paio di vizi capitali che sappiamo… Ne approfitto per fare i complimenti ai due rossoneri qui sopra, c’è un evidente divario di intelligenza calcistica prima ancora che di talento.

  11. Shatzy, è una memoria piuttosto fotografica e molto selettiva. Le cose che mi colpiscono non se ne vanno più, almeno, sinora… Da tanto che sono vivide a volte mi domando se per caso le memorie non si stiano riformulando da sole, facendomi ricordare qualcosa che è in realtà diverso da quello che ho vissuto.

  12. sarebbero ancora più di valore, aprirebbero mondi alternativi, seppure meno concreti. Il che non è detto sia negativo 😉

  13. Sono completamente d’accordo con te majico. Ciao. Ciddu

  14. Dici Shatzy? Sarà che sono in genere contrario al revisionismo, però probabilmente hai ragione tu, non sarebbe del tutto negativo…

  15. gasp…mi si son rotte le casse e nn riesco a sentire…devo decidermi a rinnovare tutto il mio pc…! un bacione


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