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"Are You a mod or a rocker? I'm a rod!"

British Sea Power

British Sea Power - Open Season

When Brit-pop meets indie. I British Sea Power sono un quintetto di Brighton che a distanza di poco meno di due anni dal loro felice esordio The Decline of British Sea Power, si appresta a pubblicare il secondo album con la Rough Trade, un nome – una garanzia. In questa loro seconda opera dimostrano un apprezzabile processo di maturazione, senz’altro coadiuvata dalla collaborazione con professionisti di provata affidabilità come Mads Bjerke (Spiritualized e Primal Scream) e Bill Price (Clash e Sex Pistols), giusto per nominarne un paio.
Abbandonate le stravaganze tipo vestirsi con divise militari inglesi dell’inizio novecento e circondarsi di animali imbalsamati, il gruppo punta a fornire una musica ad ampio spettro che spazia dalle assonanze dei migliori Manic Street Preachers nel singolo It Ended On An Oily Stage, alle atmosfere più rarefatte vicine ai Mercury Rev in North Hanging Rock (la mia preferita dell’album) e True Adventures (che chiude l’album trasportandoci sulle costiere del Mare del Nord). Altre tracce degne di menzione sono Please Stand Up (presumibilmente il secondo singolo) e How Will I Ever Find My Way Home?

Video di It Ended On An Oily Stage: High | Low

Il disco si evolve da una parte introduttiva più energica condotta dalla chitarra affilata di Noble ad una sezione più riflessiva dove emerge la notevole qualità vocale di Yan (i nomi reali dei componenti sono sconosciuti) ed in tal modo riesce ad ottenere l’obiettivo che la band si era prefissata: “you see great things from the valley, and small things from the peak”. Open Season fornisce esaurientemente entrambe le prospettive.

Valutazione: 4.0 su 5

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6 Risposte to “British Sea Power”

  1. Inutile dire che appena esce sarà nel mio lettore cd come inutile dire che mi aspetto grandi cose da un gruppo che neanche due anni fa mi aveva fatto gridare al miracolo, facendomi da colonna sonora a quella che probabilmente resterà l’estate più bella della mia vita. Un saluto carissimo e complimenti per la recensione, di gran gran gran classe. Ciddu

  2. La rough trade mi mette brividi nostalgici solo a sentirla nominare…

  3. Ti ringrazio Ciddu, sei sempre troppo buono con me. Quindi altra birra – altro Rainbow in occasione dei Doves. ;]

    In tutti i sensi Garnant, sia come etichetta che come negozi a Covent Garden e Talbot!

  4. Ho preso a suo tempo “the decline of…”. Hai ragione nel parlare di un felice esordio. Adesso sono curioso di sentire questo nuovo lavoro di cui non sapevo . Tra parentesi… bellissima anche questa copertina.

  5. Anche a me piace molto, semplice ma espressiva. Mi sono chiesto se il grizzly volesse rimandare alla bandiera della California, o di qualche altro stato data la presenza delle stelle tipo Australia / Nuova Zelanda, ma credo che sia solo legato al motivo dell’open season / valley + peak.


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