tangerineshade
"Are You a mod or a rocker? I'm a rod!"

Fire & Ice

Abbandonando per una volta l’ambito rock, cercavo di associare brani adatti ad essere ascoltati durante le discese sulle piste nere più divertenti del comprensorio Sella Ronda o Giro dei Quattro Passi che dir si voglia (spesso il termine più appropriato è in realtà Giro Dei Quattro Pasti, © La Trivella). Il risultato è più o meno questo, ma si accettano volentieri suggerimenti alternativi:

Fodòme – Arabba (BL)
Chemical Brothers – Let Forever Be

Inizio dalla più impegnativa: muro molto verticale non battuto, che è sinonimo di gobbe nella maggior parte dei giorni di apertura. Il fatto che la pista sia molto larga abbatte il coefficiente di difficoltà, che altrimenti sarebbe molto elevato. Meglio non fermarsi a metà muro e mantenere il ritmo fino alla sua base.

Lagazuoi – San Cassiano / Passo Falzarego (BZ/BL)
Massive Attack – Unfinished Sympathy

Pista divertentissima: inclinazione costante abbastanza pendente, ideale per curvoni in conduzione. Una deviazione irrinunciabile prima di affrontare la panoramica discesa della Valparola alla fine della quale il rifugio Scotoni è quasi sempre un premio ad alto contenuto calorico. Cascate di ghiaccio e (tristi) residui della Grande Guerra fanno da cornice.

Saslong – Santa Cristina (BZ)
Prodigy – Out Of Space

Un classico da Coppa Del Mondo. Rifatta e modificata in più parti ha quasi perso le famigerate Gobbe di Cammello, ma ha guadagnato in portata. Dopo il bivio con la rossa al Sochers viene il bello. Preferibilmente da fare al mattino per evitare che il canalone conclusivo sia al limite della praticabilità.

Gran Risa – La Villa (BZ)
Timo Maas – To Get Down

La sua fama la precede ed è assolutamente meritata, può essere tranquillamente definita una delle più belle piste del mondo, anche perché viene tenuta in condizioni pressochè perfette. Meglio lasciare i vitelloni al Moritzino e affrontarla con la dovuta cattiveria, provando, condizione fisica permettendo, a farla tutta di un fiato. L’acido lattico nei quadricipiti ci ricorderà che non siamo più gli sciatori di una volta, e lo schuss finale arriverà come un grande sollievo.

Ciampinoi 3 – Selva di Valgardena (BZ)
Jamiroquai – Virtual Insanity

Sarebbe una delle più belle, ma spesso le condizioni sono peggiori di quelle delle piste adiacenti, un po’ per i numerosi passaggi ma soprattutto per la cronica incapacità degli addetti locali a conferirle un assetto stabile al manto nevoso, che diventa un mix di lastre di ghiaccio, sassi e gobbe di neve riportata. Diventa fondamentale per poterla gustare appieno presentarsi sulla Tre nelle prime ore del mattino, e a quel punto lasciar correre gli sci da gigante.

Valòn del Piz Boè – Corvara (BZ)
Dirty Vegas – I Should Know

L’arrivo a più di 2500 metri di altezza offre uno scenario da togliere il fiato. A monte le pareti del Sella con l’omonimo pizzo. In lontananza la Marmolada che spunta sopra Portavescovo. Il fondovalle sembra molto lontano e piccolo giù in basso. La discesa è vibrante, la neve rimane farinosa sino alla primavera ed accondiscende alle curve strette in rapida successione. Si può aggiungere la rossa del Boè di seguito ed arrivare ad una lunghezza totale di tutto rispetto, con un dislivello di più di 1000 metri.

Portavescovo – Arabba (BL)
Groove Armada – My Friend

Seconda nomination per Arabba, ma la pista centrale che passa in mezzo ai due torrioni di roccia non meritava di rimanere esclusa. Se incontrate un San Bernardo con tanto di fischetta di grappa, non pensiate che siano allucinazioni causate dai vostri eccessi alcolcannabinoidi, è proprio un simpatico canide che educatamente si mantiene ai margini della pista.

Ciampac – Alba di Canazei (TN)
Fatboy Slim – Praise You

Last but absolutely not least: quando arrivi in fondo non puoi non provare un senso di soddisfazione ed appagamento. Contiene tutto quello che si può chiedere ad una pista ed offre molteplici aspetti, dal muro con il 46% di pendenza ai passaggi più ampi ma sempre mediamente ripidi per la superconduzione, dai curvoni al canalone, il tutto in condizioni sempre perfette, riparata in mezzo agli abeti garantendo quindi una buona visibilità anche quando le nuvole arrivano al suolo.

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9 Risposte to “Fire & Ice”

  1. Pure io ho lasciato qualche traccia su queste nevi. Si tratta di anni fa ormai. Concordo pienamente con la Trivella!

  2. anche io ho lasciato qualche degna traccia sulle piste, quella settimana bianca di 5 anni fa.un guanto, uno scarpone, un molare, una falange, un’unghia…

  3. che idea!!!
    accidenti, mi fa venir voglia di imparare a sciare…
    ;]

  4. Non conoscendo quelle piste non posso dare un giudizio completo. Ma le tracce da te proposte ci azzeccano in ogni caso. Ciao. Ciddu

  5. ah! a proposito: non era un paletto, ero io!

  6. Grazie della tua visita :)) ho contraccambiato il link. Cheers by kosmo

  7. un bacio enorme!
    ti fara’ sapere che appena aperto il link ti ho riconosciuto subito, e’ stato un tuffo al cuore
    che bello quando rivedi un amico dopo tanto tempo
    e poi in qs giorni ho bisogno d’affetto
    PS gli ultimi due articoli sono sui morti causati dal consumo di alcool e l’altro sui suicidi
    e poi mi dicono che mi pagano di meno oggi a pranzo sono andata a farmi una birra tanto per cominciare

  8. tu suoni sempre bene. con qualsiasi nome tu ti proponga. un sorriso. grande.

  9. Questo vogliamo da un critico musicale, esattamente questo.


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